martedì 17 febbraio 2026
Nel ricordo del Giuss, «seguire la Chiesa con letizia e senza divisioni»

A ventuno anni dalla morte del Servo di Dio Luigi Giussani e nel 44° anniversario del riconoscimento pontificio della Fraternità di Comunione e Liberazione, la comunità appartenente alla Diocesi di San Miniato si è ritrovata ieri sera nel Santuario della Nunziatina per una celebrazione eucaristica presieduta dal vescovo Giovanni Paccosi. Un’omelia intensa, segnata dalla gratitudine e da un forte richiamo all’unità e alla missione.

Prendendo spunto dal Vangelo – in cui Gesù, messo in discussione da scribi e farisei in cerca di segni, prosegue per la sua strada senza cedere alla polemica – il vescovo ha invitato a leggere l’oggi della storia del movimento come un cammino sostenuto dalla fedeltà alla Chiesa. Una storia iniziata oltre settant’anni fa e accompagnata, ha ricordato, dalla “preferenza commovente” dei Pontefici succedutisi nel tempo.

Paccosi ha rievocato momenti significativi vissuti in prima persona: l’incontro del 1977 con Paolo VI nell’aula Nervi, quando per la prima volta il Papa ringraziò pubblicamente don Giussani; quindi le parole di Giovanni Paolo II nel 1984, con il mandato missionario rivolto ai membri del movimento: «Andate in tutto il mondo a portare la verità, la bellezza e la pace, che si incontrano in Cristo Redentore». Un incoraggiamento che riconosceva la validità del metodo educativo alla fede proposto dal fondatore di CL.

Nel ricordo anche l’omaggio di Benedetto XVI al funerale di don Giussani, quando lo definì padre capace di guidare a Cristo e fedele servitore della Chiesa. Più recentemente, ha sottolineato il vescovo, Papa Francesco ha esercitato una guida paterna per aiutare il movimento a custodire l’originalità del carisma, purificandolo da possibili riduzioni.

Un riferimento è andato anche a Papa Leone XIV, che in questi giorni lo ha ricevuto in Vaticano e che ha confermato la bontà del cammino intrapreso, in particolare riguardo al nuovo statuto della Fraternità e al compito del suo presidente, Davide Prosperi.

Nel passaggio più personale dell’omelia, Paccosi ha ricordato la propria chiamata all’episcopato e i quasi tre anni alla guida della diocesi di San Miniato. Un’esperienza che gli ha fatto comprendere più profondamente come appartenenza al movimento e obbedienza alla Chiesa non siano “due rette sghembe”, ma un’unica strada. «La Chiesa ha bisogno del carisma, e il carisma ha bisogno della paternità della Chiesa», ha affermato.

«Mi rendo conto che è cresciuta in me la coscienza del dono ricevuto nell’incontro con questa storia, e insieme uno sguardo più disponibile al servizio e all’ascolto di ogni membro di questa nostra Diocesi così bella e piena di vita, ma anche sempre bisognosa di mettersi continuamente in missione».

Il vescovo ha quindi rivolto un appello chiaro: evitare divisioni e discussioni sterili, vivere con semplicità la sequela alla Chiesa e all’autorità chiamata a guidare il movimento. «C’è chi vorrebbe dividere e seminare dubbi», ha ammonito, invitando invece a seguire “con la letizia dei poveri” e con gratitudine per il dono ricevuto.

«Non perdiamo tempo in discussioni e viviamo la nostra sequela alla Chiesa e all’autorità chiamata da essa a guidare il movimento. C’è chi vorrebbe dividere e seminare dubbi. Preghiamo oggi per il grande popolo nato da don Giussani, di cui speriamo presto sia riconosciuta la Santità, e seguiamo con la letizia dei poveri, di coloro che tutto hanno ricevuto».

La conclusione è stata un augurio e una preghiera: che la passione per Cristo e per ogni persona, che ha animato ogni respiro della vita di don Giussani, possa diventare anche oggi il respiro quotidiano dei suoi figli spirituali e di tutta la comunità ecclesiale.

«Vedremo, ogni giorno di più, fiorire in noi la passione per Cristo e la passione per ogni persona, che aspetta, anche inconsapevolmente, di essere raggiunta dall’amore di Cristo. Questa passione mosse Don Giussani in ogni respiro della sua vita, e chiediamo che possa diventare anche il respiro della nostra. Così sia».

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