L’Armata Brancaleone alla conquista della Porta Santa a Roma
Il Giubileo della Speranza è alle battute finali. Domani Papa Leone chiuderà l’ultima Porta Santa, quella della Basilica di San Pietro, dando appuntamento al 2033, quando sarà celebrato uno speciale Anno dedicato alla Redenzione.
Ma ha ancora senso un Giubileo, per credenti e non? Un’istituzione nata nel Medioevo ha davvero qualcosa da dire all’uomo di oggi? Stando alle statistiche, la risposta è sì: in un solo anno, trentatré milioni di pellegrini si sono recati a Roma per ricevere l’indulgenza.
Eppure, al di là dei freddi numeri, sono soprattutto le tante — tantissime — storie emerse in questi mesi a restituirci l’immagine più autentica del Giubileo: un evento di grazia, di misericordia, di perdono e di comunità.
È in questo solco che si colloca il racconto che vi proponiamo: la storia di un ragazzo di Firenze che, poco dopo aver terminato di scontare una pena, ha deciso di varcare la Porta Santa insieme a un gruppo di amici.
“Ma questo gruppo sembra l’Armata Brancaleone!” esclama Carla, dopo aver visto i nomi del gruppo WhatsApp che si sta formando per accompagnare A., un ragazzo di poco più di trent’anni a Roma per passare attraverso la Porta Santa di San Pietro. Come darle torto: età media sessant’anni; stessa appartenenza alla fraternità, ma tanti diversi gruppetti e storie lontanissime tra loro; e poi quella certa somiglianza, per chi è un po’ datato di età, con quei tipi particolari da cui era composta la famosa Armata del film, della metà degli anni 60, con Vittorio Gassman.
A. aveva trascorso gli ultimi anni in comunità terapeutica prima , ai domiciliari poi, con divieti di spostamento, a causa di una condanna da scontare di più anni per reati commessi e percorrendo, per questo, un lungo percorso riabilitativo. Attraversando tutto questo aveva trovato la forza di iniziare nuovamente a ricostruire la sua vita che se ne era andata distrutta, ritrovando un nuovo lavoro e iniziando a riconquistare la sua indipendenza. Purtroppo, l’Anno Santo si sarebbe chiuso prima della fine della sua espiazione, mentre lui aveva espresso il desiderio, a quel momento impossibile, di varcare la porta santa. E solo Chi legge nel suo cuore sa la risposta a questo suo desiderio apparentemente insignificante, nel mezzo ad una vita tutta da riprendere in mano. Arriva invece l’Ordinanza che, per buona condotta, lo rende anticipatamente libero dalla sua pena. Si può spostare liberamente fino a Roma, perciò, una domenica di ottobre a pranzo da Gabriele e Gabriella, si studia il percorso per arrivarci!
A. comincia a scrivere a quegli amici che con lui hanno condiviso tante serate e cene a casa sua, nell’ultimo anno di domiciliari, con lui che da una certa ora aveva l’obbligo di stare a casa, le partite a carte e le lunghe chiacchierate. Tante impossibilità, ma il risultato è lo stesso sorprendente: 17 persone di età diverse si uniscono per formare “l’Armata Brancaleone”; le distanze sembrano accorciate in questa entusiastica risposta ad accompagnare A. nel suo viaggio di redenzione.
Quella mattina di novembre A. è raggiante, guidando la sua macchina con al seguito le altre tre dell’Armata, attentissimo a che nessuna di queste si perda d’occhio nel percorso in autostrada, proprio con lo stesso amore e la stessa cura che mette chi guida una passeggiata durante le vacanze in montagna. Ogni dettaglio di quella giornata insegue la bellezza, ne vuole conservare tutto l’amore del quale ne è oggetto.
Io, che ho fatto parte di quella Armata, ho visto con i miei occhi la gioia e la gratitudine di questo ragazzo, che sta cercando la sua seconda chance. I suoi occhi belli nel momento del passaggio sotto la Porta Santa, me li sono sono scoperti come gli stessi miei, pieni di speranza in Colui che tutto può, tutti compresi in quel luogo Santo e pieno di pace, abbracciati per quello che si è, da tutti gli altri occhi belli che si ha intorno. Che commozione e che dono accorgersi degli occhi belli! “Signore, dove andremo senza di Te, Tu solo dai la vita”.
La sera tardi, tornati a Firenze, quando l’Armata si scioglie tra gli abbracci e con il cuore grato dell’impresa, in un anonimo parcheggio, Gabriele e Gabriella si attardano con A. contentissimo e grato per quella giornata, tanto che Gabriele continuerà a raccontare a tutti di questa loro strana amicizia, così bella tra un trentenne e un quasi sessantenne! Un dono che solo a guardarlo si capisce che uno non può darselo da solo, ma che è oggetto di un amore più grande.
L’Armata Brancaleone è stato un esempio di come l’amore al destino dell’altro e la compassione possono essere compagne alla vita quando si ha negli occhi il vero Volto che fa di noi una compagnia pronta all’impresa...
Ringrazio Dio per l’amicizia e l’amore che mi fa incontrare, vedere per riconoscerLo vivente nell’altro, e che fa incontrare e vedere anche ad A.


bellissimo!! ....non sapevo