Aumentano i nuovi poveri nell’era del coronavirus: è allarme

“Nessuno si salva da solo” ha scandito Papa Francesco in una piazza San Pietro deserta, in una sera piovosa di marzo che tutti ricorderemo. Proprio mentre l’Italia prova a ripartire con l’allentamento delle misure restrittive e la riapertura di tante attività commerciali, è infatti importante tenere a mente che l’emergenza sanitaria si è già trasformata in una pesante crisi economica.

D’altronde, è sufficiente andare a sfogliare il report della Caritas Italiana per capire quanto in questi mesi la povertà sia andata oltre la soglia di guardia. I primi dati ci parlano di un aumento medio del 114% di nuove persone che si sono rivolte ai Centri di Ascolto e ai servizi delle Caritas diocesane dal 10 marzo 2020, ossia dal giorno in cui il Governo ha imposto il lockdown.

Cresce la richiesta di beni di prima necessità, cibo, viveri e pasti a domicilio, empori solidali, mense, vestiario, ma anche la domanda di aiuti economici per il pagamento delle bollette, degli atti e delle spese di gestione della casa. Nel contempo aumenta il bisogno di ascolto, di sostegno psicologico, di compagnia, di orientamento per le pratiche burocratiche legate alle misure di sostegno e di lavoro.

Un dato confortante è il coinvolgimento della comunità e l’attivazione solidale che, per il 76,2% delle Caritas intervistate, ha riguardato enti pubblici, privati o terzo settore, parrocchie, gruppi di volontariato e singoli cittadini. Un altro elemento positivo è stato l’incremento di giovani volontari under 34 che hanno consentito di far fronte al calo degli over 65 rimasti inattivi per motivi precauzionali.

La povertà investe il Sud ma anche le altre aree del Paese. Ad esempio, sono più di tremila i “nuovi poveri” sostenuti dalle Caritas della Toscana. Rispetto al periodo precedente si stima un aumento del 91% di persone totalmente sconosciute alla rete del volontariato, dato consistente seppur leggermente più basso di quello nazionale.

Anche la diocesi di Firenze si allinea all’andamento generale, con un aumento stimato tra l’80 e il 90% di “nuovi poveri”, persone che hanno bussato alle porte della Caritas alla ricerca di un sostegno alimentare o economico. I profili più frequenti delle “nuove povertà” ci raccontano come sia soprattutto il mondo del lavoro ad aver subito le conseguenze più acute dell’emergenza. Non vanno poi dimenticati tutti coloro che erano impegnati nell’economia sommersa, che non potranno usufruire delle misure economiche adottate dal Governo e che, pertanto, generano particolare preoccupazione.

Le principali problematiche ci parlano di bisogni alimentari, economici, perdita del lavoro, necessità di alloggio, problemi familiari. Sono in aumento anche problematiche legate all’istruzione, alla salute in termini di disagio psicologico o psichico, alla solitudine, ai problemi relazionali anche con dinamiche conflittuali, ansie, paure, disorientamento e disinformazione.

Come ha risposto Caritas a questo fiume di richieste? Il Centro di Ascolto diocesano ha garantito un’apertura costante mediante il “contatto telefonico”. I centri di ascolto parrocchiali, che in un primo momento erano stati chiusi, in buona parte hanno adeguato i locali e sono tornati operativi nell’ascolto, nella distribuzione dei pacchi alimentari alle famiglie in diffi¬coltà, nella fornitura del vestiario, degli aiuti economici e degli aiuti all’infanzia.

Dal 20 Aprile è stata attivata anche la linea telefonica dedicata: “#CIAOCOMESTAI. Pronto Caritas? Noi ti ascoltiamo”. Il servizio, attivo 7 giorni su 7 e gestito da volontari, si propone di dare un sostegno di vicinanza telefonica a tutti coloro che stanno vivendo in solitudine questo difficile momento. E’ attivo anche il servizio docce che è stato rimodulato grazie alla rete di solidarietà nata con Florentia Rugby Firenze. Dal 12 Aprile 2020, infatti, la società ha deciso di mettere a disposizione delle persone senza fissa dimora palestre e docce (a causa dell’emergenza non sono utilizzabili dagli atleti né per gli allenamenti né per le partite). Il servizio, gestito volontariamente da una trentina tra giocatori, allenatori e dirigenti, prevede anche un pasto caldo preparato dalla Caritas.

I pasti preparati, confezionati e distribuiti dalle mense sono duplicati se non triplicati nel giro di poche settimane con un crescente numero di “nuovi utenti”; il numero dei pacchi viveri richiesti è in costante e repentino aumento. Il servizio mensa è stato rimodulato in ottemperanza alle misure governative e risponde attivamente ai bisogni emersi: il cibo viene servito quotidianamente, alle mense di Via Baracca, San Francesco e in altri tre punti della città, in kit monoporzione sigillati, preparati e distribuiti da operatori e volontari a file ordinate di persone.

About Pellegrino Giornale