La difficile fase 2 di librerie e biblioteche

Anche il mondo del libro si avvia lentamente verso la fase 2. Le librerie hanno già riaperto, anche se a macchia di leopardo. Il 18 maggio, invece, sarà il turno delle biblioteche. Come altri settori, anche quello dell’editoria è fortemente in crisi. Per ragionare sul suo futuro ho interpellato un’esperta come Manuela De Noia, membro dell’Osservatorio formazione presso l’Associazione Italiana Biblioteche, consulente esterno della Bibliomediateca della Provincia di Benevento e ideatrice dei “Biblioconsigli”, una video rubrica che potete trovare su youtube e sui social network.

Il nostro ragionamento parte dalla riapertura anticipata delle librerie. “E’ stato un segnale forte – commenta De Noia – sia per la promozione della lettura, visto che in Italia si legge poco, sia per aiutare un settore in crisi. Ci sono tante librerie indipendenti che rischiano la chiusura definitiva. E’ un primo passo importante perché un Paese che non promuove la lettura è destinato a morire”.

Bene la nuova legge sul libro ma bisogna fare di più. “Meno bonus e più campagne di promozione” afferma Manuela che poi parla del futuro: “Il tetto allo sconto sui libri di carta orienterà il lettore verso l’ebook. Cartaceo e digitale conviveranno ma in questo momento il secondo prevale sul primo per ragioni economiche. Perciò occorre essere innovativi e non spaventarsi. Ci vogliono scelte mirate da parte di politica, editori, librai e biblioteche. Molto viene fatto per la scuola ma poco per l’utente finale cioè il lettore”.

Gli ultimi dati dell’Osservatorio Associazione Italiana Editori sono allarmanti: a fine anno saranno pubblicati 21 mila titoli in meno, saranno 12.500 le novità bloccate, 2.900 i libri in meno da tradurre, con una perdita di oltre 44 milioni di copie stampate. L’incremento del 70 % delle vendite su Amazon e Ibs non basta a compensare le perdite. Intanto, si comincia a parlare della rivincita degli ebook. Rappresentavano una fetta di mercato intorno al 5%, e ora sono arrivati a sfiorare il 20%.

C’è poi il nodo delle biblioteche che, come ha annunciato il premier Conte, dovrebbero riprendere le loro attività il prossimo 18 maggio. Anche in questo caso, situazione tutt’altro che semplice. “Le biblioteche sono a un bivio – dice la rappresentante dell’AIB – perché devono necessariamente puntare sul digitale”. Facile a dirsi, difficile a farsi, soprattutto nel Mezzogiorno. “Le biblioteche del Sud soffrono per mancanza di finanziamenti. La politica non investe nelle biblioteche pubbliche, sia comunali che provinciali. Discorso diverso per quelle universitarie. Ciò significa che le biblioteche non riescono a svecchiarsi e nemmeno ad acquisire strumenti innovativi come il prestito digitale. E’ chiaro che nel futuro devono dotarsi di queste tipologie di servizi per essere al passo con i tempi”.

Nel frattempo va organizzata la riapertura. “Sono allo studio delle associazioni internazionali e nazionali alcuni protocolli di sicurezza da adottare e che andranno discussi con il Ministero – svela la De Noia -. E’ una materia in evoluzione ma possiamo già dire che i libri dati in prestito dovranno subire una sorta di quarantena. Il personale sarà fornito di tutti i dispositivi e dovrà osservare il distanziamento sociale. Le superfici andranno igienizzate e i locali areati. Le sale studio e di consultazione avranno una capienza dimezzata e anche gli ingressi saranno scaglionati”.

Prima di concludere la nostra chiacchierata chiedo a Manuela come le è venuta in mente l’idea di dare vita alla rubrica “Biblioconsigli” che, attraverso youtube e i social, punta proprio alla promozione della lettura in maniera originale. Un esperimento nato in tempi non sospetti ma che in queste settimane è diventato di estrema attualità vista la chiusura di librerie e biblioteche. “Il mio obiettivo è stato quello di svecchiare la figura del bibliotecario e di avvicinare le persone al mondo delle biblioteche – spiega De Noia -. Penso, infatti, che bisogna andare verso le persone e raggiungerle lì dove si trovano”. La formula è studiata per attirare l’attenzione e la curiosità del lettore. Ciascun video dura 30/40 secondi, giusto il tempo di leggere un piccolo estratto di un testo e commentarlo. I libri scelti puntano a sostenere le librerie indipendenti e le piccole case editrici. Il pubblico ha gradito: piace la formula breve e la velocità nella comunicazione. Al progetto ha mostrato interesse anche la Biblioteca Statale di Montevergine, in provincia di Avellino, nei cui locali di Loreto sono state girare alcune puntate.

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