La crociata di Giuliana Sgrena contro le notizie manipolate

Giuliana Sgrena, giornalista de Il Manifesto, attualmente in pensione, ha scritto per Il Saggiatore un “Manifesto per la verità” che ha presentato giovedì 18 settembre negli spazi della libreria Feltrinelli di via dei Cerretani a Firenze.

Il libro è dedicato al sempre più crescente fenomeno delle notizie manipolate. L’autrice ne ha raccolte alcune tra le più evidenti soprattutto per quanto riguarda le donne, le guerre e i migranti che sono le principali vittime delle bufale che si diffondono sulla rete e non solo. Un vero e proprio atto di accusa nei confronti degli Stati che combattono una battaglia contro la verità ma anche dei giornalisti definiti servitori dei potenti senza più alcuna credibilità.

L’incontro fiorentino è stato introdotto da Dimitri D’Andrea, professore ordinario di filosofia politica presso la locale Università, il quale ha focalizzato la sua attenzione sui processi di distorsione della comunicazione che si sostanziano in una manipolazione dell’informazione. “La nostra percezione degli eventi e la formazione dell’opinione pubblica si basano ormai su notizie alterate. Questa manipolazione rappresenta una minaccia nei confronti della democrazia”.

D’Andrea ha poi evidenziato che il problema del nostro tempo è che le interpretazioni dei fatti non riescono a coagularsi in un discorso minimamente condiviso. “E’ sufficiente prendere in esame il caso dei migranti che non è trattato in maniera razionale e reale perché ciò che è reale non è più oggetto delle relazioni interpersonali”. Lo stesso dicasi anche per il campo scientifico dove “c’è stata la delegittimazione di qualsiasi principio di autorità. Ognuno pensa con la sua testa, non segue percorsi di apprendimento”.

Una situazione, ha concluso il cattedratico, che si aggancia a forme di iper individualismo e di scomposizione delle differenze, a causa dell’avvento di una soggettività esasperata e del ritorno di disvalori che si pensavano superati.

Nel suo intervento Giuliana Sgrena ha accennato ad alcune questioni affrontate nel Manifesto, iniziando dalle ragioni che l’hanno spinta a scriverlo. “Sono partita dal diritto all’informazione che viene sempre più spesso negato. Senza questo diritto, infatti, non si può avere una democrazia perché è impossibile formare l’opinione pubblica senza conoscere i fatti”.

Quali sono le storture che non permettono una informazione completa e corretta? Per l’autrice, l’informazione politica è squilibrata e lo strapotere dei social network facilita una condizione individuale della formazione di un’opinione. “Ci si chiude in una bolla mediatica e non c’è possibilità di confrontarsi con nessuno. Sempre più vengono meno i luoghi in cui si può dibattere collettivamente. Non si discute più. C’è qualcuno che decide e gli altri che si fanno un’opinione personale”.

Sgrena ha analizzato il problema seguendo alcune tematiche dov’è più evidente lo scarto tra la realtà e la sua percezione, grazie anche a una semplificazione che elimina ogni pensiero complesso. “C’è un attacco all’informazione senza precedenti. La responsabilità è di chi fa giornalismo. E’ inaccettabile essere complici del racconto dei femminicidi, del rapporto distorto con la politica e della propaganda sui migranti”. Un ritorno al passato che preoccupa molto la giornalista. “Si ritorna ad essere complici di fenomeni che sembravano dimenticati. Si fanno guerre basate su falsità. Non abbiamo più informazioni dai teatri di guerra. Non abbiamo nessuno sul posto. Questo spiega perché i giornali hanno perso credibilità ed hanno dimezzato le vendite”.

Un quadro preoccupante dal quale, secondo Giuliana Sgrena, si può uscire soltanto con un giornalismo di qualità che ha la forza per combattere le fake news e la disaffezione nei confronti dei giornali. “La qualità, però, richiede investimenti da parte degli editori. Se non ci sono giornali di qualità sarà influenzata anche la vita politica di un Paese. In Italia questa questione non è affrontata eppure se non c’è informazione non c’è democrazia”.

About Pellegrino Giornale