Pari opportunità, le dieci vincitrici del concorso regionale

Si è tenuta ieri pomeriggio, nella Biblioteca Pietro Leopoldo di Firenze, la cerimonia di consegna delle tesi vincitrici per l’anno 2018 a cura della Commissione regionale Pari Opportunità della Toscana, istituita nel 1987 per promuovere le condizioni di pari opportunità tra donne ed uomini e rimuovere gli ostacoli che costituiscono discriminazione diretta o indiretta nei confronti delle donne.

“Analisi e contrasto degli strereotipi di genere” è un concorso triennale, giunto alla seconda edizione, per l’attribuzione di un premio per tesi di laurea magistrale e per pubblicazioni scientifiche promosso dalla Commissione regionale e dalle Università toscane.

Sono tutte firmate da donne le dieci tesi premiate quest’anno. Le vincitrici sono: Lisa Bussolotti, Arianna Corbani, Nora Colombetto Rosso, Letizia Baroncelli, Francesca Bianco, Francesca Zocco, Giulia Bongini, Carmelina Gambone, Arianna Sicilia e Michela De Caro.

Alla cerimonia ha presenziato la vice presidente Monica Barni che ha sottolineato il ruolo della Regione Toscana su queste tematiche: “Siamo molto attenti al rispetto delle differenze e delle diversità. Sappiamo bene che il percorso che porta all’odio e alla violenza nasce dai contesti educativi e sociali che spingono al non rispetto. Purtroppo gli stereotipi di genere continuano ad essere presenti nei testi scolastici, nella comunicazione pubblica, nella pubblicità, nei luoghi di lavoro. Questa cultura è talmente radicata nella nostra società che crea quel contesto in cui crescono le giovani generazioni. Perciò abbiamo chiesto alle Università di lavorare affinché alcune tesi vertessero su questo tema. Ad ogni edizione questa idea è sempre più apprezzata. Cresce il numero di studenti che si dedicano a questo argomento seppur da prospettive diverse”.

Anche la presidente della Commissione, Rosanna Pugnalini, ha evidenziato che sul tema delle pari opportunità non bisogna arretrare: “Quando si parla di questi argomenti, alla superficie può apparire che ci sia una parità di fatto. Ma basta uscire dalla scuola ed entrare all’università o nel mondo del lavoro per accorgerci che gli ostacoli ci sono, gli stereotipi ci influenzano, li trasmettiamo ai nostri figli. Perciò la possibilità di fare questo lavoro in sinergia con le Università toscane è un contributo di concretezza. La Commissione fa promozione ma sentiamo la necessità di lasciare qualche seme che possa germogliare, come queste tesi. E’ l’unico modo che abbiamo per rimuovere pregiudizi e stereotipi in un momento storico in cui i passi in avanti compiuti in questi anni rischiano di essere messi in discussione”.

La professoressa Lucinda Spera ha concluso ponendo l’accento sulla collaborazione virtuosa tra Giunta regionale, Consiglio e Atenei toscani. Una sinergia che ha portato a 23 candidature per l’ultima edizione del bando. “Significa che è stata fatta un’opera di sensibilizzazione che dura nel tempo. Abbiamo registrato un’ampiezza disciplinare di questi contributi, segno che è un lavoro svolto con grande passione, consapevoli che si tratta di un impegno culturale, ma anche sociale e politico”.

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