Musei a confronto su comunicazione social e innovazione

Dopo il successo dello scorso anno, oggi in contemporanea in 18 città italiane si è tenuta la seconda edizione del PA Social Day, un evento ideato e promosso dall’associazione dedicata allo sviluppo della nuova comunicazione nella pubblica amministrazione.

L’appuntamento ha fatto tappa anche a Firenze dove, nella cornice del Museo Marino Marini, si è svolto il convegno sul tema “L’arte di promuoversi – La comunicazione museale”, nel corso del quale è stato affrontato e approfondito il rapporto tra enti, aziende pubbliche e cittadini, a partire dalle esperienze delle istituzioni culturali fiorentine e toscane per poi allargare l’obiettivo su altre realtà italiane. Al confronto, infatti, hanno partecipato i rappresentanti di alcuni dei musei a livello regionale e nazionale più attivi nell’uso degli strumenti digitali.

Nel corso della mattinata si sono alternati al microfono, attraverso addetti stampa ed esperti di comunicazione social, il Museo Marino Marini di Firenze, le Gallerie degli Uffizi di Firenze, il Palazzo Blu di Pisa, la Galleria Nazionale Umbria di Perugia, la Società Campana Beni Culturali spa, il Museo Madre d’arte contemporanea di Napoli, il Sistema Museale del Chianti e del Valdarno Fiorentino, il Museo della Ceramica di Montelupo Fiorentino, il Sistema museale dell’Università degli Studi di Firenze e il MUS.E di Firenze.

Il dibattito ha preso le mosse dai saluti del presidente del Museo Marini, Patrizia Asproni, la quale ha evidenziato come i musei stanno cambiando pelle grazie anche ai social che offrono delle occasioni straordinarie della viralità della comunicazione. Un cambiamento che viene declinato attraverso nuove prassi ed esperienze nelle varie realtà. C’è ad esempio il Museo della Ceramica di Montelupo dove i cataloghi d’arte diventano contenitori di storie, ispirati ai nuovi strumenti di comunicazione. Il Museo Madre di Napoli, invece, sta cercando di aprirsi al mercato orientale attraverso il social network “tiktok” dedicato alla condivisione di brevissimi video.

Ovviamente la sfida più grande per la comunicazione social è diventare strategica per l’intera organizzazione. Per questo al Museo di Storia Naturale di Firenze la comunicazione on line è rivolta in primis ai dipendenti che diventano così i primi ambasciatori delle attività grazie alla newsletter mensile. Accanto a ciò è fondamentale creare una comunità virtuale per stimolare la partecipazione reale e comunicare raccontando storie che mettono al centro il valore umano.

Oltre ai passi in avanti, però, non mancano le criticità. Gli intervenuti hanno evidenziato che la comunicazione social dei musei si è evoluta negli ultimi dieci anni ma gli operatori del settore, spinti da un senso di emergenza, hanno affermato l’idea che i social network fossero fondamentali invece di dargli il giusto peso. Infatti, il pubblico social è solo una piccola fetta rispetto al pubblico potenziale. I veri competitor, allora, non sono gli altri musei né gli uffici stampa ma altre piattaforme di comunicazione che possono permettersi enormi investimenti.

A tirare le fila del discorso è stato Francesco Di Costanzo, presidente di PA Social, il quale ha sottolineato come “ogni anno, con soddisfazione, assistiamo ad una crescita nel numero e soprattutto nella qualità di buone pratiche in tutto il Paese. L’Italia è un modello per enti e aziende pubbliche che utilizzano web, social network, chat, intelligenza artificiale per la comunicazione, l’informazione e i servizi al cittadino”.

Ricordiamo che il PA Social Day è organizzato dall’associazione PA Social e realizzato grazie alle partnership con Eco della Stampa e InfoCamere, e ai media partner Agi, iPress, cittadiniditwitter.it,
Ilgiornaledellaprotezionecivile.it.

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