“Legalità, la sfida è innanzitutto culturale”

Accogliendo l’invito dei vescovi italiani a un rinnovato ruolo dei cattolici nell’ambito del dibattito pubblico, il circolo MCL “Aurora” di Lastra a Signa ha organizzato un ciclo di incontri finalizzati all’impegno politico. Il primo appuntamento si è svolto ieri sera con la presenza di don Andrea Bigalli, sacerdote fiorentino e referente regionale dell’associazione Libera, che è stato accolto dal parroco don Renzo Ventisette, dal sindaco Angela Bagni, dal presidente del Consiglio Comunale Gemma Pandolfini e dal consigliera regionale Monia Monni.
L’iniziativa è molto interessante e soprattutto ambiziosa perché ai partecipanti è richiesto di fare “pace” con la politica. D’altronde, in Italia sono tanti i cittadini che sentono la necessità di rieducarsi a un rapporto positivo con la politica. Una conoscenza che aiuti a superare la banalizzazione, la semplificazione, la mancanza di approfondimento che vediamo.
Tutti sappiamo che negli ultimi vent’anni abbiamo assistito all’uomo solo al comando. Che dice: fidati di me, non del tuo cuore o dei luoghi in cui vieni educato. E così è saltato il banco: sono saltati i partiti, portando alla impreparazione totale dei politici, che diventano ministri da un momento all’altro. Dunque questa scuola di politica vuole essere un momento di semina. Un po’ come quando don Camillo di Guareschi chiese al crocifisso cosa fare dopo l’alluvione a Brescello e Gesù gli risponse: “Bisogna salvare il seme”.
Per l’inaugurazione del ciclo di incontri è stata puntata l’attenzione sui temi del contrasto alle mafie e della promozione della legalità. Testimone d’eccezione don Andrea Bigalli, uno dei pionieri di Libera, cartello di associazioni nato ormai 25 anni fa per volontà di don Luigi Ciotti. Sono tantissime le azioni che Libera ha portato avanti ricevendo un riconoscimento importante nel 2014 allorquando Papa Francesco ha partecipato ad un incontro alla vigilia della Giornata della memoria e dell’impegno. In quell’occasione il Santo Padre nel suo discorso si rivolse direttamente agli uomini mafiosi dicendo: “Convertitevi, lo chiedo in ginocchio; è per il vostro bene. Questa vita che vivete adesso, non vi darà pace, non vi darà gioia, non vi darà felicità”.
Introducendo il tema ai tanti partecipanti, molti dei quali giovani, don Andrea ha detto che la sfida della legalità è anzitutto di ordine culturale in quanto in Italia abbiamo un tasso di analfabetismo funzionale che si attesta al 47%. Un dato molto preoccupante perché in questo tipo di contesto le mafie prosperano e si sviluppano rapidamente. Un ruolo decisivo può essere svolto da realtà come Libera che è nata dal dolore e dalla reazione dinanzi alle stragi degli anni novanta con l’assassinio dei magistrati Falcone e Borsellino. Un impegno che occorre rinnovare anche oggi, partendo dalla denuncia ma organizzando una reazione collettiva.
Dunque, è necessario puntare sulla formazione. In che modo? Don Andrea ha risposto che occorre stare dalla parte delle vittime e costruire una rete perché ci vogliono persone che vogliono concorrere a un progetto collettivo. Contro la disumanità bisogna costruire un altro livello di umanità per offrire un’alternativa di vita migliore, improntata a dei valori, a delle prospettive, in grado di tessere delle comunità e di lavorare per il bene comune.
La carenza culturale, ha detto il sacerdote, è carenza di coscienza. Se non si hanno gli strumenti culturali la dimensione della libertà diventa relativa. L’aggregazione di base, quindi, è la realtà autentica della vita delle persone; perciò è importante ritornare ad un sogno collettivo in quanto non siamo fatti per la mediocrità ma siamo al mondo per essere felici.
Il prossimo incontro della scuola di politica è già fissato per martedì 26 febbraio, sempre alle ore 21.00. Parlerà la consigliera regionale Monia Monni che racconterà il suo impegno politico ed istituzionale.

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