Il matrimonio gay di Pietrelcina è una fake news

A Pietrelcina non è stato celebrato alcun matrimonio civile tra due persone dello stesso sesso.

Sarebbe bastata questa banale precisazione per spegnere il focolaio di polemiche che si è acceso a Benevento dopo l’articolo pubblicato dall’edizione locale de “Il Mattino”.

Invece la precisazione non è arrivata e l’equivoco persiste da due giorni con interventi imbarazzati e fuori luogo del sindaco del piccolo centro sannita e di forze politiche estremiste.

Tutto nasce da una notizia falsa riportata in pompa magna dal maggior quotidiano di Benevento che, a tutta pagina e con tanto di fotografie, racconta ai suoi lettori che due under 40 avrebbero celebrato il loro matrimonio a Pietrelcina e che adesso “formano ufficialmente una famiglia”.

La giornalista che firma l’articolo riporta i particolari della storia della coppia, facendo notare che gli sposi “si sono giurati amore eterno in una delle città emblema della religione cattolica italiana”.

Una gioia però guastata dalla decisione del sindaco Mimmo Masone che avrebbe deciso di non presenziare alle nozze delegando il responsabile dei Servizi Demografici del Comune. Una scelta non gradita dai due giovani che hanno criticato il primo cittadino per non averci voluto mettere la faccia, immaginando dietro addirittura la disapprovazione della Chiesa.

La verità, però, è un’altra. Ciò che è andato in scena a Pietrelcina è il rito dell’unione civile che è stato introdotto recentemente in Italia per garantire maggiori diritti alle coppie omosessuali. Nulla a che vedere con il matrimonio che, come tutti dovremmo conoscere, non può riguardare due persone dello stesso sesso. Ciò vale per lo Stato italiano e per la Chiesa. Può piacere o non piacere ma è un fatto che il matrimonio gay è un rito che non si può celebrare semplicemente perché non esiste nella legislazione. A lamentarsene, d’altronde, è lo stesso movimento Lgbt che vorrebbe l’equiparazione tra il matrimonio e l’unione civile.

Incurante di tutto ciò, “Il Mattino” utilizza termini come matrimonio, nozze, sposi, famiglia che sono lontani anni luce dall’istituto dell’unione civile che serve soltanto a riconoscere forme di convivenza di coppia, basata su vincoli affettivi ed economici, che non rientrano in altri istituti giuridici.

Basterebbe documentarsi per comprendere che il matrimonio gay di Pietrelcina è una fake news che è rimbalzata sulla stampa e nel web, alimentando la convinzione che in Italia sia possibile celebrare le nozze tra due persone dello stesso sesso. Nulla di più falso!

Nella trappola è cascato anche il sindaco Masone che, incalzato dai giornalisti, si è appellato al rispetto della legge, omettendo di dire che la norma non parla di matrimonio ma, bensì, di unione civile. Spropositato, invece, è stato l’intervento del segretario nazionale di Forza Nuova, Roberto Fiore, il quale ha addirittura parlato di sacrilegio facendo riferimento al rito celebrato nel paese natale di San Pio. Come da copione, c’è stata anche la presa di posizione dell’Associazione WAND e dal comitato ARCI di Benevento che hanno rivendicato il diritto dei due giovani.

La vicenda è sintomo della grande confusione che c’è in Italia tra la realtà e le proprie convinzioni. La realtà è che non esiste alcuna possibilità di celebrare un matrimonio tra due persone dello stesso sesso e dispiace che, per superficialità o per faziosità, gli organi d’informazione e gli esponenti politici ed istituzionali lo nascondano all’opinione pubblica.

 

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