I due grandi assenti della campagna elettorale di Benevento

La campagna elettorale per le amministrative del 5 giugno è alle battute finali. Resta giusto il tempo per analizzare il dibattito che ha animato le settimane in cui l’esercito di candidati sindaco e consiglieri ha invaso la città di Benevento per conquistare il consenso della gente.

A scanso di equivoci, diciamo subito che non è stata una bella campagna elettorale innanzitutto perché negli schieramenti in campo non sembrano esserci competenze e squadre adeguate alle sfide che attendono il capoluogo sannita. Parliamo, ad esempio, dei tre super favoriti per la carica di primo cittadino: Raffaele Del Vecchio per il PD, Clemente Mastella per FI e Marianna Farese per il M5S. Le loro compagnie suscitano parecchie perplessità. Quella della Farese risente dei soliti sospetti di inesperienza e improvvisazione che da sempre inseguono i grillini. Quelle di Del Vecchio e Mastella, invece, comportano il pericolo opposto, ossia l’eccessiva continuità con le gestioni precedenti di Palazzo Mosti.

Queste valutazioni, ovviamente, spettano agli elettori beneventani che hanno avuto modo di conoscere in queste settimane i candidati e i loro programmi. Ci sono altri due aspetti che preoccupano e che rappresentano i grandi assenti di questa campagna elettorale.

Il primo è il bene comune, parola molto abusata ma poco praticata dalla politica. Guardando dall’esterno si è avuta l’impressione che chi si è candidato alle elezioni amministrative lo ha fatto più per ritagliarsi la sua piccola fetta di potere che per mostrare che si può cercare il bene comune – con umiltà e senza tornaconto personale – attraverso il dialogo e l’incontro. Occuparsi della cosa pubblica significa occuparsi del bene di tutti. Solo così Benevento diventerà una casa abitabile per tutti e per ciascuno. Di tutto ciò nei programmi circolati in città e declamati in televisione non c’è traccia e la insoddisfazione e la delusione aumenta tra i cittadini.

E qui veniamo al secondo grande assente di questa campagna elettorale. Mi riferisco all’attenzione al popolo degli astenuti e degli indecisi visto che le amministrative di domenica rischiano di essere le meno partecipate della storia. A Benevento nessuno considera che tanti cittadini potrebbero decidere di starsene a casa tenuto conto la scarsa qualità dell’offerta politica in campo. Ma il rischio c’è e ne parlano tutti gli osservatori. Mercoledì scorso, in prima pagina sul Corriere della Sera, Aldo Cazzullo ha notato che c’è una disaffezione alla vita pubblica. Sopraffatti dai problemi e dalle difficoltà che a volte sembrano insormontabili, si può vivere una stanchezza della libertà e della responsabilità che si traduce in una crescente disaffezione al voto e in una sfiducia verso qualsiasi formazione politica. Eppure vengono in mente le parole di Papa Francesco: “Per favore, non guardate dal balcone la vita, ma impegnatevi, immergetevi nell’ampio dialogo sociale e politico”.

Il contesto non è certamente favorevole ma si spera che quante più persone si convincano ad andare a votare. A trionfare sarà la democrazia ma a vincere sarà quello che gli elettori giudicheranno il meno peggio tra gli schieramenti in campo.

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