Montedomini: una storia di solidarietà lunga cinque secoli

Affonda le radici nel Rinascimento la lunga e affascinante storia di Montedomini, l’attuale azienda pubblica per i servizi alla persona del Comune di Firenze. Sabato scorso, nella prestigiosa cornice del Salone dei Cinquecento, a Palazzo Vecchio, sono stati ricordati i 540 anni della storica istituzione cittadina che da sempre è accanto alle persone fragili della comunità. L’importante anniversario è stato l’occasione per una riflessione più generale sul tema “Fragilità e grandezza della persona – Il valore della persona”. All’appuntamento, presentato da Emanuele Pellicanò, direttore generale dell’Azienda, non hanno voluto mancare le principali istituzioni cittadine: il sindaco Dario Nardella, il presidente del Consiglio regionale della Toscana Eugenio Giani e il vicario generale dell’Arcidiocesi don Andrea Bellanti. Presente anche il sottosegretario alla difesa Domenico Rossi.

Un omaggio corale che testimonia la grandezza di Montedomini la cui storia ebbe inizio nel 1476 quando la Signoria di Firenze concesse allo Spedale di Santa Maria Nuova un terreno, in prossimità dell’Arno, perché vi costruisse un lazzaretto per gli appestati. Destinatari della donazione furono due comunità di monache francescane che, nel 1529, vi edificarono due monasteri contigui. Nel 1816 la struttura venne rinominata con il titolo di “Pia Casa del Lavoro” ed accoglieva poveri, anziani ed invalidi. Montedomini iniziò allora anche attività di cura ed educazione per fanciulli poveri. Nel Novecento, a seguito dei bombardamenti, il complesso fu ristrutturato ed ospitava oltre mille persone. Nel 1966, a causa dell’alluvione, l’edificio fu in parte abbandonato e da allora l’istituto fu riservato all’accoglienza degli anziani. Nel 2001, grazie ad una serie di fusioni tra diverse istituzioni fiorentine pubbliche, promosse dall’allora sindaco Matteo Renzi, Montedomini è divenuta un’azienda municipale per i servizi alla persona.

Oggi il numero di attività sul territorio è davvero imponente. 4 residenze sanitarie assistenziali, 2 residenze assistite, un centro diurno per malati di Alzheimer, un servizio di accoglienza a bassa intensità assistenziale, un servizio di cure intermedie post ospedaliere, un servizio di tele assistenza, una mensa per tutti gli ospiti e per gli studenti universitari, un servizio pasti a domicilio, 300 posti residenziali per persone marginali e 270 immobili. Un’azienda complessa e completa che opera essenzialmente nei campi dell’assistenza socio-sanitaria per anziani e disabili, della formazione e dell’erogazione di servizi in favore dell’inclusione attiva.

Il presente di Montedomini vuole onorare l’imponente storia che ha alle spalle. Il suo presidente Luigi Paccosi ha chiesto un rinnovato slancio per aprire ancora di più l’azienda ai bisogni di Firenze “andando incontro alle persone in difficoltà, lì dove sono”. Un’azione che non è soltanto cura ma anche educazione come ha spiegato il professore Niccolò Marchionni che ha parlato di “Carrello argento”, un progetto di corretta alimentazione rivolto alle persone anziane. Ad affiancare Montedomini c’è l’ospedale pediatrico Mayer la cui storia è stata presentata dal professore Giampaolo Donzelli.

Il costituzionalista Andrea Simoncini dell’Universita di Firenze ha invece sottolineato che la storia di Montedomini ha retto cinque secoli grazie alle motivazioni che sono alla base dell’impegno e al dialogo intrapreso con le altre istituzioni pubbliche. Sara Funaro, assessore comunale al welfare, ha infine ricordato che Montedomini “è una struttura senza tempo, nel senso che ha avuto la capacità di adattarsi e rinnovarsi per rispondere in maniera sempre più adeguata ai bisogni dei cittadini”.

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