La maternità è l’esperienza radicale dell’essere femminile

La gravidanza di Giorgia Meloni da un lato, lo stop dell’Europa all’utero in affitto dall’altro. La maternità è tornata di moda nel dibattito pubblico. Non è un cattivo segnale se si considera che l’Italia è uno dei paesi con il più basso tasso di natalità. Ecco che mi è venuta l’idea di scrivere un elogio della maternità. È un elogio controcorrente perché aspettare un bambino non ha più un significato univoco. Oggi la maternità, ad esempio, è associata alla gestazione per altri, alla fecondazione eterologa, alla adozione di coppie omosessuali.
Quando parlo di maternità l’associo alla figura di Maria che don Luigi Giussani amava definire come porta dell’incarnazione. In lei il fondatore di Comunione e Liberazione vedeva l’immagine compiuta dell’uomo, “la sintesi di tutta l’umanità, di tutto ciò che il creato porta con se dall’eternità”. Maria è la creatura così come Dio l’ha pensata, voluta, realizzata. A lei dobbiamo guardare se vogliamo comprendere qualcosa di noi stessi. Nella sua bellezza, nella sua semplicità, possiamo trovare la strada che rende possibile e affascinante la nostra conversione.
In Maria troviamo anzitutto la profondità dell’ascolto. Ella è colei che custodisce la Parola. Proprio l’esperienza della gestazione nella donna ci insegna cosa voglia dire custodire. “Mentre l’uomo consegna alla donna un seme, come se fosse una parola pronunciata, per la donna quella parola diventa una vita”, ha scritto don Massimo Camisasca. Per la Madonna si tratta non semplicemente di ascoltare, ma di custodire. Questa esperienza, che è l’esperienza radicale dell’essere femminile, insegna qualcosa di fondamentale a ogni creatura.
L’ascolto di Maria è stato in lei seme della vita nuova, del Dio fatto carne. Per lei non si è trattato semplicemente di ascoltare e di dire “sì”, ma di accogliere lungo nove mesi e poi lungo tutta la vita quel nuovo essere che era nato. Accogliere vuol dire accettare di non avere tempi propri, accettare un evento che non possiamo determinare. Porre delle condizioni è negare l’accoglienza. Mentre accogliere significa essere continuamente aperti alla novità, essere disponibili. Una madre sente vivere tutto questo dentro di sè. È qualcosa che plasma la sua mente e i suoi sentimenti. Questa esperienza diventa totale in Maria, che l’ha vissuta in maniera più alta di qualsiasi donna. In lei la disponibilità è totale, perché in Maria ciò che nato è Dio. Nella Vergine troviamo dunque uno sguardo positivo sull’essere. Ha portato nel mondo la vita, la bellezza, la gioia. Se noi andiamo al di là delle polemiche giornalistiche sulla gravidanza di Giorgia Meloni e ci fermiamo a contemplare Maria possiamo avere un modello di madre. Ella infatti non è stata madre soltanto in senso biologico, ma continua ad essere madre, continua ad accogliere nel suo cuore, continua a far maturare.

About Pellegrino Giornale