Terzo Settore, l’autunno caldo dei Centri Servizi per il Volontariato

Si preannuncia un autunno caldo per il Centro Servizi “Cantieri di Gratuità” di Benevento, ma più in generale per la galassia del volontariato italiano. La mobilitazione è partita sabato scorso in apertura della sesta festa provinciale di Frasso Telesino, nel corso del convegno dedicato alla riforma del terzo settore. Una legge delega, approvata in prima lettura alla Camera dei Deputati, ed attualmente all’esame del Senato a cui i Centri Servizi italiani si rivolgono per ottenere modifiche significative alle norme che riguardano proprio la vita delle loro strutture sul territorio. A tal proposito, il 5 dicembre prossimo, a Roma, si terrà una manifestazione nazionale che è stata comunicata l’altra sera da Gennaro Castaldi, portavoce del CSV della Campania.

L’obiettivo è difendere l’attuale ruolo dei Cesvob che sono diventati negli anni punti di riferimento di costruzione di reti di volontariato. C’è innanzitutto un problema di perequazione delle risorse che rischiano di restare in massima parte al Nord così come occorre assicurare alle associazioni di volontariato, e non altri soggetti, la gestione delle strutture. La proposta emendativa, elaborata da CSVnet, è stata consegnata al sottosegretario di Stato, Umberto Del Basso De Caro, presente al dibattito per ribadire il ruolo fondamentale del volontariato per il lavoro di supplenza che svolge in Italia.

Che la riforma potrebbe danneggiare anche il Centro Servizi di Benevento è stato chiaro sin dall’introduzione del suo presidente Raffaele Amore. La nuova redistribuzione dei fondi assegna al Sannio soltanto 8% delle risorse assegnate alla Campania. Benevento, quindi, rischia di diventare il fanalino di coda anche nel settore strategico del volontariato. Amore ha giustamente chiesto la modifica del criterio di assegnazione dei fondi, affinché si tenga conto anzitutto delle attività che si svolgono e non tanto del dato demografico. Della necessità del supporto del mondo del volontariato si è detto certo il consigliere regionale Mino Mortaruolo che ha assicurato il suo appoggio in sede regionale alla vertenza dei Cesvob.

Detto delle criticità evidenziate dai Centri Servizi cosa contiene la legge di riforma del terzo settore? La finalità principale è quella di uniformare le norme civilistiche e quelle fiscali che oggi, a detta di molti, appaiono tra loro scoordinate o non armonizzate. Per fare ciò, si sta mettendo mano al libro primo del codice civile, in particolare alle norme su associazioni e fondazioni che apparterranno al terzo settore.

Per evitare scandali come quelli recenti di “Mafia Capitale” o del centro accoglienza del “Cara” di Mineo, la legge contiene regole più chiare sui benefici e sul rapporto con la Pubblica Amministrazione, sugli obblighi fiscali, sulle forme di autocontrollo e di rappresentanza, sulla fiscalità di vantaggio. Un codice unico del terzo settore, quindi, per mettere ordine nel guazzabuglio di leggi e per dare più incentivi e vantaggio al volontariato ma anche per chiedere maggiore trasparenza nella gestione.

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