Meno giornali = meno liberi: manifesto per il pluralismo dell’informazione

Nei giorni scorsi abbiamo appreso che il portale d’informazione “Il Quaderno.it” sospende gli aggiornamenti per una settimana, a partire da oggi. A comunicare lo stop sono stati i redattori del quotidiano on line che hanno anche motivato pubblicamente la loro decisione. “Dopo un 2014 vissuto in totale autogestione e senza nessuna certezza sul futuro, siamo costretti, nostro malgrado, a fermarci. La sospensione temporanea potrebbe diventare definitiva, per quanto ci riguarda, se non ci saranno novità concrete sul futuro di questa testata online”. Un atto di coraggio che fa onore ai colleghi giornalisti ai quali ribadiamo la nostra più totale e completa solidarietà con l’augurio di poter presto riprendere le pubblicazioni, ovviamente con le dovute garanzie da parte dell’editore.

La vicenda che riguarda “Il Quaderno.it” è solo un aspetto della grave crisi che si è abbattuta sull’intero comparto informativo della provincia di Benevento. Anche altre testate sono in grave sofferenza ed hanno messo mano a piani di ristrutturazione “lacrime e sangue” soprattutto in termini occupazionali. Parliamo di quotidiani cartacei, televisioni e adesso anche portali web che non riescono ad andare avanti con serenità a causa soprattutto delle forti contrazioni delle vendite e dei contratti pubblicitari.

Il costante ridimensionamento avvenuto negli ultimi anni al sostegno all’editoria, da parte del pubblico e del privato, sta portando al collasso numerose testate. Già diverse hanno licenziato, ristrutturato, ridimensionato i costi, nel silenzio e nel disinteresse quasi generalizzato, con la lodevole eccezione dell’Assostampa Sannita che è prontamente intervenuta nella vertenza de “Il Quaderno.it”.

In ballo, come diciamo spesso in questi casi, c’è la salvaguardia del pluralismo dell’informazione e della libertà di stampa. Una campagna contro i fondi per l’editoria di partito ha finito per convincere i nostri governanti che basta il mercato a regolare un settore così delicato. In pochi anni il fondo per l’editoria è calato del 90%. Le difficoltà che stanno incontrando diverse testate sannite stanno a dimostrare esattamente il contrario.

Ecco perché, a livello nazionale, è partita una campagna per salvaguardare il pluralismo dell’informazione e per una riforma urgente dell’intero settore dell’editoria. Si chiama #menogiornalimenoliberi e si traduce in una petizione online su Change.org per la sottoscrizione di un manifesto appello rivolto a Governo e Parlamento. In Italia ci sono più di 200 giornali che rischiano oggi la definita chiusura con la conseguente perdita di 3.000 posti di lavoro tra giornalisti e poligrafici, oltre a 300 milioni in meno di copie di giornali distribuite ogni anno in Italia; 500 mila pagine di informazione in meno ogni anno; milioni di articoli, post, blog in meno, ogni anno.

I pericoli di una concentrazione dell’informazione in Italia riguarda ogni mezzo, con evidenti vantaggi per i maggiori network nazionali. In gioco non ci sono solo migliaia di posti di lavoro, pure importantissimi. In questi giorni e ancora una volta, c’è una ricchezza di esperienze di una parte viva del Paese, come quella che rappresenta “Il Quaderno.it”, che se dovesse rimanere senza voce, rischia l’irrilevanza. Siamo certi che nessuno si augura che ciò possa accadere.

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