L’annuncio di Emma Bonino è un importante inno laico alla vita

Stimo Emma Bonino anche se non condivido quasi nessuna delle battaglie politiche portate avanti insieme a Marco Pannella e al Partito Radicale. La considero una persona perbene, un politico coerente e competente, una donna dalla grande tempra fisica e morale. Da cattolico non vorrei che salisse al Quirinale come presidente della Repubblica ma sarebbe stupido non ammettere che Emma Bonino rappresenta un punto di riferimento per tanti italiani e per le cancellerie internazionali.

Non è però l’elezione al Colle che ci interessa trattare. Come sapete lunedì scorso, attraverso i microfoni di Radio Radicale, l’ex ministro degli Esteri ha annunciato di essere affetta da un tumore al polmone sinistro. La malattia si è manifestata a seguito di un recente controllo medico di routine e comporterà ora un trattamento lungo e complesso di chemioterapia che già è iniziato e che durerà almeno sei mesi.

Ciò nonostante, la Bonino ha spiegato che non è intenzionata a interrompere la sua attività “perché da una passione politica non ci si può dimettere” anche se ha chiesto al mondo dell’informazione “di rispettare questa situazione, senza mettersi a fare indagini o robe varie”. Infine la richiesta perché “l’affetto e l’incoraggiamento si trasformino in iscrizioni ai Radicali e al Partito Radicale che portano avanti battaglie fondamentali per la vita di tutti e per la democrazia”.

Altri politici, prima di Emma Bonino, hanno parlato pubblicamente della loro lotta contro il tumore. Lo fece Silvio Berlusconi in un’intervista mentre l’ex ministro Maurizio Sacconi scelse un convegno sul cancro per raccontare la sua esperienza. L’ex presidente della Regione Lazio, Renata Polverini, accusata di aver occupato alcune stanze di un ospedale, rivelò: “Ho due tumori, non infangatemi”. Non è quindi l’annuncio della leader radicale che colpisce quanto le sue parole rivolte a tutti coloro che in Italia e altrove affrontano la prova del tumore o altre: “Dobbiamo sforzarci di essere persone e di voler vivere liberi fino alla fine. Insomma, io non sono il mio tumore e voi neppure siete la vostra malattia, dobbiamo solamente pensare che siamo persone che affrontano una sfida che è capitata”.

Quando ho ascoltato queste parole mi sono commosso ed ho pensato che Emma Bonino stesse pronunciando un inno laico alla vita. Lei che ha sempre combattuto battaglie politiche a favore dell’aborto e dell’eutanasia, in nome degli ideali radicali, nel momento della prova, sceglie il coraggio della verità e dell’attaccamento alla persona e alla vita. Non voglio strumentalizzare le sue dichiarazioni pubbliche ma ho trovato profondamente utili le sue parole che sono certo abbiano parlato a quanti stanno affrontando la sfida difficile del tumore.

Il suo essere un personaggio popolare rappresenta una responsabilità ma anche una grande opportunità perché le permette di raggiungere, con il suo messaggio, tante persone che hanno perso la speranza a causa della malattia.

“Io non sono il mio tumore” significa accettare la sfida, attaccarsi alla vita e fare del proprio corpo fonte di iniziativa politica come, d’altronde, è sempre avvenuto nella galassia radicale. C’è poi una aspetto terapeutico molto importante che è stato segnalato da Umberto Veronesi su Repubblica: “Trovare la forza di dichiararsi, come accade sempre più spesso in tutto il mondo, contribuisce a cambiare la cultura e a far cadere i tabù sul cancro” perché rendere pubblica la propria malattia è la prima spinta per batterlo.

Quindi è un bene non chiudersi nella solitudine e rivendicare la propria libertà che, come disse alla fine Bettino Craxi, equivale alla nostra vita. La rinuncia di Emma Bonino alla propria privacy è diventato certamente un gesto di profonda libertà.

Sono in tanti a farle gli auguri. Anche noi gridiamo #ForzaEmma perché vinca questa battaglia e continui ad essere di esempio a quanti affrontano la stessa dura prova.

 

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