Elogio del Comune di Benevento e del Centro Aiuto alla Vita

L’anno nuovo è iniziato da pochi giorni ma la polemica infuria. Sul nulla. Perché le ragioni che hanno spinto alcuni esponenti beneventani di Sinistra Ecologia e Libertà, sostenuti da altri solerti difensori della laicità dello Stato, a stracciarsi le vesti contro una delibera del Comune di Benevento sono davvero difficili da comprendere. Ma per far parlare i fatti, senza mettere in campo le ragioni di partito e le pur legittime opinioni personali, occorre guardare la realtà senza fare ricorso al cannocchiale dell’ideologia. Perché tanto fracasso, allora?

Il 29 dicembre 2014 la Giunta comunale presieduta dal sindaco Fausto Pepe, ha approvato una delibera di indirizzi con la quale chiede al dirigente del Settore Servizi al Cittadino di utilizzare secondo criteri di trasparenza e di par condicio, i fondi stanziati sul Piano Economico di Gestione (PEG) per compartecipare alle spese delle associazioni esistenti sul territorio cittadino che operano per la difesa della vita nascente ed al servizio della maternità difficile.

Nelle premesse del provvedimento licenziato, la Giunta precisa che nel PEG del corrente esercizio finanziario è stato istituito il capitolo 80198/1 destinato al sostegno alle donne in difficoltà che non intendono abortire e che il Settore Servizi al Cittadino ha rappresentato la possibilità di utilizzare i fondi esistenti per compartecipare alle spese di istituzioni aventi le medesime finalità indicate dalla Giunta che, peraltro, non può che limitarsi ad un mero atto di indirizzo sulla materia specifica.

Ciò è quanto si apprende dalla delibera disponibile all’Albo pretorio on line del Comune di Benevento. I quotidiani locali hanno poi aggiunto che i fondi, precisamente 10mila euro, andranno a finanziare le attività della sezione cittadina del Centro Aiuto alla Vita. Apriti cielo. Federica De Nigris, a nome della segreteria provinciale di Sinistra Ecologia Libertà, ha chiesto al sindaco Pepe e alla Giunta comunale di chiarire l’accaduto e, nel caso, di porre rimedio a quest’atto politico grave che mina l’idea stessa di laicità dell’ente Comune. Il primo cittadino, ai microfoni di Tstv, si è affrettato a dire che la delibera di Giunta non ha natura politica ma sociale in quanto si prefigge di sostenere l’unica struttura presente sul territorio che si occupa di alcune tematiche. Polemiche fuori luogo, quindi, visto che il sindaco ha poi anche precisato che non è la prima volta che il Comune di Benevento stanzia fondi a favore del CAV e che comunque lo stanziamento di fondi per tale attività è stata anche oggetto di discussione in Consiglio Comunale.

Secondo gli accusatori, però, la delibera rischia di diventare un’apologia delle posizioni antiabortiste. Promuovere la vita, la famiglia naturale, quella fondata sul matrimonio di un uomo e di una donna, non pare ancora un delitto, anche perché il principio è sancito da un documento che si chiama Costituzione. Tuttora in vigore. E allora? L’associazione persegue da anni una campagna oscurantista per l’abolizione della legge 194 del 1978, replicano i laicisti beneventani che hanno diffidato Pepe dal concedere i fondi al CAV.

Nessuno che abbia però cercato di capire davvero come stanno le cose. Sarebbe stato facile scoprire che il Centro Aiuto alla Vita opera in un’ottica di accoglienza, non di discriminazione, nel pieno rispetto della persona e di chi ha opinioni differenti. Mettere al centro la persona, con i suoi limiti e le sue fragilità, vuol dire combattere la solitudine delle donne che spesso vengono lasciate sole in momenti difficili quando le decisioni non sono facili da prendere. La società dovrebbe fare molto di più per quanti lavorano a servizio della vita. Siamo un Paese a basso tasso di natalità, la crisi morde e tenere un figlio è una decisione difficile: quale migliore momento per far comprendere il dono della vita e della genitorialità? Ciò non significa non avere rispetto delle leggi ma operare stando al fianco delle persone con equilibrio e serenità, nel rispetto delle richieste della persona.

Perché non per tutti aborto è sinonimo di lieta e spensierata conquista. Se questa è una posizione estremista e oscurantista, hanno ragione coloro che protestano contro il Comune. In caso contrario l’intolleranza sta altrove.

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