Imbriani non mollare negli Stati Uniti: Carmelo ricordato ad Atlanta

“Il calcio finisce, la vita resta e voglio sempre dare come uomo un ricordo importante”. Queste parole possono essere considerate il testamento di Carmelo Imbriani. Mancano pochi giorni al secondo anniversario della sua scomparsa prematura avvenuta il 15 febbraio 2013 a causa di un linfoma che non gli ha lasciato scampo.

La sua parabola umana si è conclusa ma la sua memoria è ancora viva nei suoi cari ma anche tra quanti lo hanno conosciuto prima come calciatore professionista e poi come allenatore del Benevento Calcio. Un grande uomo di sport ed un grande esempio di vita che ha saputo trasmettere valori importanti che, ancora oggi, parlano e si diffondono.

D’altronde, già durante tutto il periodo della malattia, Carmelo aveva richiamato l’affetto e l’attenzione di tanti tifosi e sportivi che lo accompagnavano e lo sostenevano con il grido “Imbriani non mollare”. Uno slogan ripetuto tante volte negli stadi, che ha unito l’Italia da Nord a Sud e che ha creato un fenomeno sociale per mostrare all’opinione pubblica il volto pulito del calcio che può essere anche sinonimo di solidarietà, amicizia, coraggio. Parole che per Carmelo, scomparso prematuramente all’età di 37 anni, erano imperativi morali che mostrava soprattutto quando esultava per un gol. Un’immagine che poi è diventata il simbolo di un movimento spontaneo che sta crescendo in tutto il mondo.

La mappa di “Imbriani non mollare”, infatti, si sta espandendo velocemente. Molto bella e significativa, ad esempio, l’iniziativa organizzata nello scorso mese di dicembre negli Stati Uniti, precisamente ad Atlanta. Il Father Christmas Cup ha rivolto quest’anno un pensiero anche a Carmelo Imbriani. Stiamo parlando di una manifestazione che vede la partecipazione di 600 atleti di cui la metà sono ragazzi sotto i 12 anni. L’obiettivo è raccogliere fondi per le famiglie che hanno perso il capofamiglia, persone che hanno contribuito significativamente nello sport e nel sociale, e che quindi versano in difficoltà economiche. Quest’anno tutte le squadre hanno partecipato al torneo con divise da gioco che sul petto mostravano la immagine di Carmelo.

La storia di Carmelo è arrivata negli USA grazie a Giuliano Tornusciolo, originario di San Leucio del Sannio che da tempo vive in America. E’ stato proprio lui, infatti, a parlare di Carmelo agli organizzatori del Father Christmas Cup che hanno invitato ad Atlanta il fratello dell’ex calciatore Giampaolo che si è recato negli States il 20 dicembre scorso. Per il trofeo è stata messa in palio una maglia di Messi regalata dal club spagnolo all’Associazione “Imbriani non mollare” mentre agli organizzatori è stata consegnata una targa ricordo.

L’iniziativa di Atlanta è solo una delle tante finestre che si stanno aprendo nel mondo. Il sogno dell’associazione intitolata alla memoria di Carmelo è girare il mondo raccontando quello che di buono è emerso da una storia di sofferenza e di amore. L’obiettivo è quello di far conoscere la storia di Carmelo ma anche di sostenere iniziative nel sociale finanziando progetti umanitari nei Paesi più poveri della terra, lasciando su ogni opera portata a termine l’effigie di Carmelo.

E sono tante le persone che stanno aderendo al progetto. La fan page di Facebook è seguita già da circa 13.500 utenti che inviano di continuo foto che mostrano i gadget preparati dall’associazione. Sul sito imbrianinonmollare.it è poi possibile anche consultare la mappa dei Paesi in cui la storia di Carmelo è già arrivata. Davvero c’è tutto il mondo. Parliamo di Sud America, Africa, Asia, Australia e tanta Europa. Continenti che il fratello Giampaolo intende girare a bordo di un furgoncino che mostri con orgoglio l’immagine di Carmelo insieme a quella di una famosa opera di Keith Haring. Due figure unite da un unico messaggio di fratellanza che Carmelo ci chiede di non dimenticare insieme al suo esempio di uomo e di sportivo.

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