Nozze gay: se anche gli scout alimentano la confusione tra i cattolici

C’è grande confusione sotto il cielo ed anche nel recinto di un’associazione cattolica come l’Agesci che, per combattere l’omofobia, ha pensato di scardinare tutta l’architettura relativa al matrimonio e alla famiglia secondo i principi della morale cristiana.

E’ sufficiente prendere in mano la “Strada di Coraggio”, ossia la carta d’identità scritta dalla base scout, per capire che la confusione regna sovrana.  Nel documento, infatti, si legge che gli scout si impegnano “ad essere testimoni di un amore autentico ed universale e a portare avanti valori di non discriminazione e di accoglienza nei confronti delle persone di qualunque orientamento sessuale” e sin qui nulla da obiettare. Più avanti però si aggiunge che i giovani dell’Agesci considerano “la famiglia come qualunque nucleo di rapporti basati sull’amore e sul rispetto”, aprendo di fatto alle unioni gay ed al loro riconoscimento civile.

Una posizione legittima, ci mancherebbe, che però cozza non poco con il Catechismo della Chiesa Cattolica ed anche con l’orientamento espresso dalla Conferenza Episcopale Italiana che, proprio in queste settimane, ha ingaggiato un duro scontro con alcuni sindaci di grandi città che stanno registrando le unioni gay avvenute in altri Paesi.

Le persone con tendenze omosessuali devono essere accolte con rispetto e delicatezza, evitando ogni marchio di ingiusta discriminazione ma non esiste fondamento alcuno per assimilare o stabilire analogie, neppure remote, tra le unioni omosessuali e il disegno di Dio sul matrimonio e la famiglia. Lo dice l’autorevolissima Congregazione per la Dottrina della Fede.

Il caos creato dagli scout è stato notato, in assoluta solitudine, dal Centro di Aiuto alla Vita di Benevento, che ha anche dato alle stampe un volantino in cui denuncia senza timore la grande confusione che regna tra i cattolici.

Non c’è molto da stupirsi, d’altronde, per la posizione assunta dall’Agesci. Basta scorrere il sondaggio pubblicato lo scorso 20 ottobre dal Corriere della Sera per comprendere come nella Chiesa e tra i cattolici regnano atteggiamenti non proprio consoni al Magistero. Tra i fedeli più assidui la maggioranza assoluta (56%) è a favore del matrimonio tra omosessuali (24%) o delle unioni civili (32%), tuttavia con valori meno elevati rispetto ai fedeli saltuari (75% a favore dei diritti) e ai non praticanti e ai non credenti (85% a favore). Numeri che inducono Nando Pagnoncelli a dire che sembrano lontani i tempi della Chiesa del “no” e dei valori non negoziabili. Adesso è il momento di affrontare e discutere temi scomodi, questa è la vulgata laicista, e bisogna offrire segnali di apertura in forte sintonia con le opinioni prevalenti nel Paese.

Il riferimento è alla recente sessione straordinaria del Sinodo dei Vescovi sulla famiglia convocato da Papa Francesco. Spesso però si dimentica che la Chiesa non è un partito politico e non deve andare incontro al sentimento della base per conquistare consenso. La Chiesa è custode del deposito della fede, anche dei principi morali. Concetti, d’altronde, ribaditi molto bene anche all’interno della Relazione finale del Sinodo. Al paragrafo 11, per esempio, i Vescovi scrivono che “i grandi valori del matrimonio e della famiglia cristiana corrispondono alla ricerca che attraversa l’esistenza umana anche in un tempo segnato dall’individualismo e dall’edonismo”.

Certamente la Chiesa deve avere la cura pastorale di coloro che vivono nel matrimonio civile o in convivenze, deve raggiungere le famiglie ferite ossia i separati, i divorziati non risposati, i divorziati risposati e le famiglie monoparentali. Ciò che non potrà mai fare è equiparare la famiglia ad altre unioni così come con presunzione propone l’Agesci.

Dispiace che tale confusione venga alimentata da un’associazione che deve occuparsi della formazione delle giovani generazioni. Ben venga l’impegno in prima linea contro l’omofobia e qualsiasi forma di discriminazione ma ciò non può significare una melassa indistinta nella quale non si comprendono più quali sono i valori ed i principi guida.

 

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