I Francescani dell’Immacolata lasciano Benevento nell’indifferenza generale

E’ trascorso più di un mese da quando i Frati Francescani dell’Immacolata hanno detto addio alla città di Benevento. Una decisione avvenuta nell’indifferenza generale e voluta dai nuovi superiori dell’Ordine che hanno incluso la chiusura del Convento di San Pasquale nell’ambito di più vasto piano di riorganizzazione.

Si tratta comunque di una perdita molto dolorosa per il capoluogo sannita ma più in generale per l’Arcidiocesi di Benevento. Il Convento di San Pasquale ospitava due sacerdoti e due frati che si occupavano della cura spirituale della chiesa annessa allo stesso Convento. In questi anni erano riusciti a diventare punto di riferimento di numerosi fedeli che si recavano in chiesa la domenica e nelle principali festività liturgiche. I Francescani avevano a cuore anche la cura quotidiana dei giovani e degli ammalati, con una speciale predilezione per la spiritualità mariana a cui è particolarmente legato il loro carisma religioso.

La presenza dei Francescani dell’Immacolata a Benevento aveva anche una valenza simbolica. L’Ordine fu fondato da padre Stefano Manelli nel 1990 a seguito della divisione con i Francescani Conventuali. Fu l’arcivescovo dell’epoca, mons. Carlo Minchiatti, con proprio decreto, a concedere loro l’approvazione diocesana che portò dopo alcuni anni al riconoscimento pontificio da parte di Giovanni Paolo II. Il fondatore nonché superiore generale aveva la residenza a Benevento ed i frati, in un primo momento, vennero ospitati dalla Diocesi nel complesso de “La Pace” al quartiere Capodimonte. Quando tale struttura venne affidata ai Focolarini per farne un centro di spiritualità e di accoglienza, i frati si spostarono a San Pasquale grazie alla disponibilità offerta loro dai Frati Minori della Madonna delle Grazie che allora si occupavano della chiesa annessa al convento.

Un legame durato ben venticinque anni e spezzato nelle ultime settimane a causa di una riorganizzazione impressa dai nuovi responsabili dell’Ordine. L’idea è quella di potenziare i conventi dove ci sono più frati e di chiudere quelli con minori presenze. Oggettivamente Benevento aveva le sue difficoltà visto che a luglio scorso era scomparso padre Rosario ammalato da tempo. C’è poi un problema di tipo vocazionale: sempre meno giovani chiedono di entrare nell’Ordine soprattutto da quando padre Manelli non è più il superiore generale.

Ma cosa sta accadendo ai Francescani dell’Immacolata? Papa Francesco ne ha deciso il commissariamento nominando padre Fidenzio Volpi ed esautorando di fatto il fondatore. Alla base di tale decisione non ci sarebbero tanto questioni gestionali ed economiche ma divergenze teologiche che avrebbero infastidito non poco la Curia vaticana. In particolar modo, pare non sia stata gradita la forte presa di posizione nel dibattito teologico da parte dell’ordine di padre Manelli che è molto presente sui mass media con riviste, radio e televisione. Tutto ruota attorno al rito per la celebrazione dell’eucarestia: i frati di Manelli erano molto vicini al rito tridentino preconciliare, evidentemente non gradito dalla nuova gestione di papa Francesco.

Il commissariamento ha creato enormi problemi interni. Basta consultare internet per farsi un’idea della confusione che regna a causa di tale decisione. Nelle ultime settimane è addirittura venuta fuori una denuncia secondo la quale il commissario avrebbe impedito a sei frati di lasciare l’Ordine e di inserirsi nella pastorale di una Diocesi perché in dissenso con la nuova gestione, paventando il provvedimento della sospensione a divinis come racconta il vaticanista Marco Tosatti per La Stampa.

Preoccupa questa rigidità utilizzata all’interno della Chiesa ed in particolar modo nei confronti dei Francescani dell’Immacolata mentre si è molto indulgenti ed accoglienti all’esterno. Come ha scritto giustamente Antonio Socci nel suo ultimo libro, “a essere colpita e disgregata – senza alcun motivo – è stata l’unica famiglia religiosa che ha un gran fiorire di vocazioni ed è sempre stata perfettamente ortodossa e disciplinata, una famiglia religiosa che vive un duro ascetismo, una vera povertà e una profonda vita di carità e di preghiera. O meglio viveva”.

Questa triste vicenda ha sconcertato tanti fedeli, anche di Benevento, molto meno evidentemente le istituzioni civili e religiose che non hanno speso una parola, almeno pubblica, per ringraziare i frati di padre Manelli per il servizio reso alla città e alla Chiesa diocesana. Un silenzio ed un’indifferenza molto conformiste che induce a seguire il carro mediatico a favore di quanti in nome del progressismo e della modernità rischiano di gettare la Chiesa nel vortice del relativismo a cui tante volte ci ha richiamato Benedetto XVI.

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2 thoughts on “I Francescani dell’Immacolata lasciano Benevento nell’indifferenza generale

  1. annalisa lucchetti

    …ma,avete o non avete capito che i FFI ubbidiscono e basta,tacciono e pregano,hanno scelto la povertà francescana radicale
    e,se a BENEVENTO c’é stata l’indifferenza generale,evidentemente i laici hanno ingoiato le lacrime ed hanno imparato bene dai loro frati,Sacerdoti,Padri Spirituali, Padri Fondatori e amici francescani quale sia la vera lezione dell’OBBEDIENZA EVANGELICA CIECA…che può capire solo CHI la pratica,,come i medesimi FFI,CHI VIVE LA PERFETTA LETIZIA del Santo PADRE SERAFICO,in POVERTÀ,OBBEDIENZA ,CARITÀ,UMILTÁ, e tanto tanto altro che tanti tanti tanti non immaginano neanche lontanamente COSA SIA,purtroppo.Preghiamo per tutti!

    • Pellegrino Giornale

      C’è bisogno di tanta preghiera per la Chiesa Italiana. Ieri leggevo che ad Assisi, nel corso dell’assemblea della Cei, era presente anche il commissario papale dei Francescani dell’Immacolata che ha chiesto ai vescovi di non accogliere i frati sacerdoti che non intendono continuare il proprio cammino all’interno dell’Ordine dopo la “deposizione” di padre Stefano Manelli. Un atto davvero singolare che non trova spiegazioni plausibili

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