L’anti-Mastella calabrese tenta la scalata alla presidenza della Regione

Ricordate Wanda Ferro, la pasionaria presidente della Provincia di Catanzaro? Fu l’anti-Mastella per antonomasia ai tempi della querelle sulla Scuola di Magistratura. Ora sarà lei la sfidante di Mario Oliviero, vincitore delle primarie del centrosinistra, e di Cono Cantelmi del Movimento Cinque Stelle, per la presidenza della Regione Calabria alle prossime elezioni del 23 novembre. La scelta è stata effettuata dalla commissione di Forza Italia per le elezioni regionali, presieduta dal senatore Altero Matteoli.

La Ferro ha un pedigree politico di tutto rispetto. E’ stata eletta tre volte consigliere per Alleanza Nazionale al Comune di Catanzaro dove, dal 2001 al 2006, ha svolto anche il ruolo di assessore alla cultura e contemporaneamente di consigliere provinciale. Nel 2008 è diventata la prima donna presidente di una provincia calabrese ed ha guidato l’Unione delle Province regionale. Dopo lo scioglimento del partito di Fini, è stata nominata coordinatrice provinciale del Popolo della Libertà.  Nel 2012 era vicepresidente del Parco Nazionale della Sila. Fino a poche settimane fa, infine, ha ricoperto la carica di commissario straordinario della Provincia di Catanzaro mentre è tutt’ora vice coordinatrice regionale dei berlusconiani.

La sua candidatura alla presidenza della Regione è sostenuta da Casa delle Libertà, Forza Italia e Fratelli d’Italia. Restano fuori dalla coalizione Nuovo Centro Destra ed Udc che candidano Nico D’Ascola. Centrodestra diviso dunque dopo l’esperienza poco felice di Scopelliti.

Il nome di Wanda Ferro è legato a Catanzaro e alla Calabria ma dovrebbe dire qualcosa anche ai beneventani. Ricorderete, infatti, che fu proprio la Ferro tra i principali protagonisti del lungo contenzioso tra le due città per la ubicazione della sede meridionale della Scuola di Magistratura. Originariamente assegnata alla città calabrese dal decreto dell`allora ministro leghista Roberto Castelli, la sede fu poi spostata a Benevento nel 2006, dal guardasigilli che gli succedette, il sannita Clemente Mastella, decisione annullata nel 2009 dal Tar Lazio su istanza della Provincia di Catanzaro e della Regione Calabria. Una sentenza rimasta nel limbo, nonostante l`impegno del ministro Francesco Nitto Palma, che a ottobre 2011, aveva garantito l`intenzione di procedere su Catanzaro. L’anno successivo però ci pensò il Consiglio di Stato a segnare un punto a favore del capoluogo sannita ribaltando la decisione del Tar anche se poi arrivò Angelino Alfano che, per tagliare la testa al toro, pensò addirittura di proporre due ubicazioni per la sede meridionale.

Un caso intricatissimo che portò la presidente Ferro a vestire i panni dell’anti-Mastella calabrese per eccellenza, non lesinando critiche al leader dell’Udeur. Ai tempi della sentenza del Tar favorevole alle istanze calabresi, la Ferro bollò la decisione ministeriale di Clemente Mastella come un’iniziativa “evidentemente motivata da mere ragioni campanilistiche ed elettoralistiche. Quelle stesse ragioni che lo spingono a fare il ‘masaniello’ che difende la propria città da chissà quale ingiustizia, quando è stato egli stesso a creare un problema che il Tar del Lazio, accogliendo il ricorso della Provincia di Catanzaro ha risolto in favore del capoluogo calabrese”.

Per lo “scippo” subito da Catanzaro, la Ferro mobilitò la Regione Calabria e portò il caso in Parlamento con numerose interrogazioni avanzate dai deputati e senatori locali, a partire da quella di Angela Napoli. La temperatura è rimasta alta fino all’insediamento del Governo Monti che decise, bontà sua, di mettere fine alla battaglia territoriale eliminando le tre sedi della Scuola volute in principio dal ministro Castelli per individuarne una soltanto a Scandicci, vicino Firenze, come era più ovvio d’altronde in tempi di spending review.

La polemica si è spenta e la Scuola di Magistratura è in piena attività. Ciò che cambia è il presente dei due politici: la Ferro corre per lo scranno più alto della Regione Calabria mentre Mastella è soltanto un ex europarlamentare che però l’anno prossimo potrebbe voler giocare un ruolo alle elezioni regionali in Campania.

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