Le pagelle ai partecipanti al Sinodo straordinario per la famiglia

Con la beatificazione di Papa Paolo VI, si è chiusa domenica l’assemblea straordinaria dei vescovi sulla famiglia. Come hanno ampiamente riportato i media, nella relazione finale che Papa Francesco ha voluto che fosse integralmente resa nota, non si è raggiunto il consenso a maggioranza qualificata di due terzi (ma c’era la maggioranza semplice) sui punti più controversi ossia la comunione ai divorziati risposati e le unioni omosessuali.

Per questo motivo qualcuno ha parlato del “Sinodo della discordia” anche se il pontefice ha ribadito con forza l’apertura della Chiesa verso “i bisognosi, i pentiti e non solo i giusti o coloro che credono di essere perfetti” in attesa di ridiscutere questi temi il prossimo anno nel Sinodo già in programma nel mese di ottobre 2015. Dalla parte di Francesco si è schierato anche Benedetto XVI che da sempre è considerato punto di riferimento dei conservatori.

Mentre la Chiesa discute al proprio interno, in Italia monta la polemica sulla decisione del sindaco di Roma, Ignazio Marino, di trascrivere il matrimonio contratto all’estero di 16 coppie omosessuali. La Conferenza Episcopale ha contestato il comportamento del primo cittadino capitolino mentre il prefetto Giuseppe Pecoraro ha annunciato che annullerà gli atti.

Certamente il Sinodo voluto da Papa Francesco ha lasciato un segno all’interno e all’esterno della comunità cristiana. Il dibattito continuerà a livello locale grazie anche ad un nuovo questionario che sarà inviato alle Diocesi. Intanto non resta che dare i voti ai partecipanti della sessione che si è appena conclusa in Vaticano.

PAPA FRANCESCO 8: come ha sottolineato Alberto Melloni sul Corriere della Sera “Papa Francesco ha richiamato maggioranza e minoranza a una responsabilità comune: il suo obiettivo è far passare un metodo collegiale come insegna il bimillenario cammino del cattolicesimo”. Il Papa non è stato zitto né neutrale ma, anzi, ha assunto il ruolo del garante rispetto alla istanza evangelica sottesa ai temi della famiglia.

CONSERVATORI 4: la dialettica dentro il Sinodo era stata anticipata dalle dichiarazioni via stampa dei padri più conservatori che hanno sbagliato evidentemente ad affidare le loro ragioni a libri e manovre spericolate come quelle viste alla vigilia dell’assemblea. E’ giunto il momento che anche essi si abituino ad una nuova sinodalità.

PROGRESSISTI 4: hanno fatto di tutto per tirare Papa Francesco per la tonaca, fornendo spesso una lettura deformata del comportamento del vescovo di Roma che, come ha evidenziato Ernesto Galli della Loggia, non guarda per il presente e per il futuro all’ultra secolarizzato Occidente ma agli altri luoghi del pianeta come l’America Latina e l’Africa dove le parole “misericordia” e “accoglienza” hanno un senso profondo.

LAICATO 6: il messaggio che il Sinodo ha consegnato ai laici è che anch’essi devono accettare la fatica di spiegarsi rispetto al Vangelo e non rispetto a teorie teologiche o sociologiche di cui spesso si è parlato nei loro interventi. Il popolo di Dio deve partecipare alla discussione come soggetto protagonista e non come tifoso delle varie fazioni in campo, siano conservatori o progressisti.

MEDIA 4: la stampa non riesce a comprendere che la Chiesa cattolica è una delle pochissime (forse l’unica) istituzioni occidentali sopravvissuta all’avvento della modernità. Per questo prevalgono termini come “scontro”, “resa dei conti”, “spaccatura”, “gelo” che non spiegano il senso profondo del Sinodo. Non si tratta né di innovare, né di conservare ma di riscoprire, come scrive Mauro Magatti, “anche attraverso prassi, forme e parole nuove, un mito (nel senso antropologico) non solo della religione cristiana ma anche dell’intero Occidente”.

L’arcivescovo di Chieti Bruno Forte, noto teologo, che nelle scorse settimane ha giocato un ruolo chiave coordinando il lavoro di stesura dei testi dell’assemblea, ha rimarcato in un’intervista ad Andrea Tornielli per La Stampa che “il Sinodo è stato più sereno di quanto apparso sui media. Certo, c’è stata grande libertà di parola e ci sono stati accenti e posizioni diverse. Ma tutti siamo pastori che cercano il bene delle persone”. La Chiesa, quindi, non esce divisa o sconfitta dall’appuntamento sinodale, anzi ha richiamato tutta la società ad interrogarsi profondamente sul ruolo della famiglia che non può essere relegata in una delle tante periferie esistenziali che la crisi economica ci ha consegnato all’inizio di questo nuovo millennio.

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One thought on “Le pagelle ai partecipanti al Sinodo straordinario per la famiglia

  1. Nuzzo Francesco

    Come cristiano ho come riferimento “la Parola del Signore” che è il baricentro di tutte le scritture e di tutti i Sinodi presenti e futuri. In Matteo cap. 9 del verso 10 al 13 il signore dice: 10 Mentre Gesù era a tavola in casa, sopraggiunsero molti pubblicani e peccatori e si misero a tavola con Gesù e con i suoi discepoli. 11 I farisei, veduto ciò, dicevano ai suoi discepoli: «Perché il vostro maestro mangia con i pubblicani e con i peccatori?» 12 Ma Gesù, avendoli uditi, disse: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati. 13 Ora andate e imparate che cosa significhi: “Voglio misericordia e non sacrificio”; poiché io non sono venuto a chiamare dei giusti, ma dei peccatori». il cardinale Reinhard Marx , a proposito dei temi trattati nel Sinodo, ha sostenuto “che si parli solo di divorziati risposati senza inserire il tema in un contesto più ampio, che è quello di come affrontare le situazioni irregolari, che non rientrano nello schema del matrimonio sacramentale, ma che non sono prive di valore». In sostanza va deciso «qualcosa». «Non esistono fedeli di prima, seconda o terza classe. Bisogna trovare un linguaggio diverso, chiarire che non si tratta di bianco o nero, tutto o niente». E in definitiva, «poiché il magistero non è una raccolta statica di frasi, esso si può sviluppare. Il Vangelo non cambia, ma c’è da chiedersi se abbiamo già capito tutto».”

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