Stage e tirocini: lettera di un giovane precario ai tempi della crisi

Nel 2012 i giovani europei che non studiavano, non lavoravano né seguivano corsi di formazione, i cosiddetti “neet”, erano 14,6 milioni, una quota pari al 15,9% della popolazione nella fascia d’età 15-29 anni. La loro situazione ha provocato una perdita per l’economia europea di 162 miliardi di euro l’anno, con un incremento di quasi 10 miliardi di euro rispetto al 2011. E la situazione più grave si registra in Italia. È quanto emerge da uno studio di Eurofound, la Fondazione europea per il miglioramento delle condizioni di vita e lavoro, intitolato “Mappatura del passaggio alla vita adulta in Europa”. La crisi economica ha prodotto una crescita senza precedenti della disoccupazione giovanile. Un fenomeno preoccupante che va a sommarsi alle profonde mutazioni del mercato del lavoro dove prevalgono precariato, salari bassi, stage aziendali e tirocini formativi senza un approdo definitivo con tutte le conseguenze di tipo sociale e familiare. Di questi temi si occupa una lettera firmata giunta al blog www.pellegrinogiornale.it che pubblichiamo integralmente.

“Il lavoro c’è, sono i giovani che non hanno voglia di lavorare”. Quante volte lo abbiamo sentito e, forse, lo abbiamo anche pensato. Certo ai giovani si pensa sempre come ad eterni fanciulli che non hanno voglia di crescere, ma se si parla con loro si scopre che quando ti trovi davanti alcune aziende o particolari datori di lavoro, effettivamente la voglia passerebbe a chiunque. Il problema che affligge i giovani non è andarsene da casa e rinunciare alla pasta al sugo della cara mamma, ma è questo: i datori di lavoro hanno trovato un metodo infallibile per avere forza lavoro e non spendere un euro, il tirocinio o lo stage. E questo non vale solo per le piccole realtà, ma è molto diffuso, basta guardare gli annunci di lavoro. Facciamo una distinzione tra chi è alla prima esperienza e chi ha già esperienza nel mondo del lavoro. Nel primo caso si accetta volentieri uno stage per accrescere le proprie conoscenze e competenze, anche se dopo mesi di full time, dopo aver imparato il “mestiere”, dopo qualche rimborso-spese (irrisorio e non tutti lo applicano), ci si ritrova punto e a capo. In fondo anche se ora sai “camminare” da solo in quell’azienda perché dovrebbero assumerti quando possono prendere stagisti a go go per anni e avere risorse gratis? Può anche succedere che arrivi una proposta: ti aspetteresti un lavoro, invece “se trovi nuovi clienti poi puoi prenderti la percentuale”, o peggio, “puoi restare e collaborare con noi” (collaborare equivale a lavorare senza retribuzione). Se si lavora presso qualunque tipo di società e si è una risorsa per la struttura c’è bisogno di una retribuzione: il lavoro che viene svolto non è beneficenza! Stessa cosa se si hanno esperienze pregresse: trovi annunci che parlano di stage, ma dopo anni di lavoro non retribuito vorresti finalmente qualche soddisfazione in termini di carriera e anche delle gratificazioni a livello economico. Ma anche se trovi qualcosa che non ha nulla a che fare con un tirocinio, incontri personaggi singolari, quelli che sanno perfettamente che hai bisogno di un lavoro e ti prendono apertamente per i fondelli: cioè quelli con cui pattuisci il tipo e la mole di lavoro e poi ti ritrovi a svolgere un full time, a fare il triplo del lavoro e ad essere sfruttato palesemente senza che ti venga riconosciuto il minimo diritto, tutto ciò molto spesso “in nero”. Dopo un po’ inizi a chiederti “perché per 8/12 ore di lavoro dovrei essere pagato come se lavorassi per 2 ore al giorno?” Puoi arrivare a due conclusioni: “strappo la mia laurea e cambio totalmente tipo di lavoro”… oppure… “me ne vado dall’Italia, perché finché permetteranno di svolgere stage o tirocini ininterrottamente e a titolo gratuito, le aziende avranno risorse a costo zero per sempre e non ci sarà mai posto per me”. Sembrerà che il problema siano le aziende… niente affatto! Loro sì che hanno capito come il giro di stagisti sia una cosa meravigliosa (per loro ovviamente). Il problema è di chi dovrebbe tutelarci, eliminare ogni buonismo e metterci un po’ di malizia: vada per lo stage formativo, ma non è che se ne stanno approfittando?

About Pellegrino Giornale

Lascia un commento