A Benevento si litiga sui diritti civili. E nel resto d’Italia e d’Europa?

E’ bastato un innocente bacio in villa comunale per scatenare a Benevento una guerra di religione senza precedenti sul tema scottante dei diritti civili. Amministratori, sacerdoti, docenti di religione, movimenti omosessuali, semplici cittadini: tutti a polemizzare sulla decisione di un custode che ha allontanato da un luogo pubblico due giovani dello stesso sesso, rei di aver compiuto un semplice gesto d’affetto.
Di discriminazione omofoba subito ha parlato il movimento Wand che poi ha organizzato una manifestazione proprio in villa comunale per un bacio collettivo contro ogni forma di discriminazione. Una provocazione che però nascondeva la richiesta di aprire anche nella città sannita un registro delle unioni civili. Il sindaco non ha chiuso la porta, aprendo di fatto un dibattito tra integralisti e moderati, tra riformatori e conservatori. Principali protagonisti della polemica sono stati due esponenti ecclesiali di Benevento a riprova che i diritti civili sono ancora considerati un tema a sfondo prevalentemente religioso. A incrociare il fioretto sono stati il prof. Corrado Gnerre e don Nicola De Blasio che, in un botta e risposta mediatico dai toni accesi, hanno anticipato la discussione che avverrà ad ottobre nel Sinodo straordinario sulla famiglia convocato da Papa Francesco. Il confronto a Benevento è solo all’inizio ma è utile domandarsi cosa avviene nel resto d’Italia.
Molti sindaci delle grandi città si sono attivati per colmare un vuoto normativo perché siamo uno dei pochi Paesi in Europa a non avere una legislazione che disciplina i diritti civili. Iniziamo il nostro viaggio da Bologna. Dal 15 settembre, sarà permesso di trascrivere le nozze gay ai suoi residenti che si sono sposati all’estero. La decisione non è stata apprezzata da tutti visto che, oltre alle critiche della locale Arcidiocesi, c’è già stato un esposto al Ministero dell’Interno e al prefetto della città.
Stessa possibilità è stata data a Napoli, a Fano e a Grosseto. Presto anche Roma avrà il Registro delle unioni civili. Così ha annunciato il sindaco Ignazio Marino che, addirittura, non è contrario al matrimonio fra persone dello stesso sesso. A Milano il Registro esiste già da due anni e c’è nella Giunta Pisapia chi insiste per il riconoscimento delle nozze gay. La condotta di queste città potrebbe estendersi a macchia di leopardo anche nel resto d’Italia visto che Sel ha appena lanciato una campagna per chiedere ai sindaci di 14 città di trascrivere nei registri di stato civile i matrimoni tra omosessuali contratti all’estero. La trascrizione per legge ha solo valore certificativi, mentre le nozze sono valide in quanto celebrate all’estero secondo la legge del posto. La trascrizione garantisce alle coppie di poter certificare il proprio status nell’Unione Europea e dovunque a tali nozze sono riconosciuti effetti.
Presto sui diritti civili potrebbe esserci anche l’intervento del Governo e del Parlamento visto che il premier Renzi, in un’intervista al quotidiano cattolico Avvenire, ha annunciato il superamento di disegno di legge Cirinnà per orientarsi al modello tedesco dove le unioni civili sono solo per le coppie gay. In Germania, infatti, sono previsti gli stessi diritti del matrimonio, eccetto che per l’adozione: si può adottare il figlio del partner ma non un bimbo estraneo alla coppia. Renzi vorrebbe anche introdurre i “diritti minimi di civiltà”, con tutele minori, che sono aperti sia alle coppie gay che a quelle etero.
E nel resto d’Europa cosa accade? In Francia sono previsti sia il matrimonio che i Pacs, ossia le unioni civili che garantiscono tutele ridotte rispetto alle nozze, con gli stessi diritti sia per le coppie eterosessuali che per quelle dello stesso sesso. In Danimarca è stato introdotto il matrimonio egualitario, aperto cioè sia a coppie etero che omosessuali, con la conseguente abolizione delle preesistenti unioni civili che valevano solo per le coppie dello stesso sesso. Andando fuori dal confini europei, infine, il Sudafrica è l’unico Paese africano dove è stato approvato legalmente il matrimonio tra omosessuali.

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