L’housing sociale a Milano: un condominio diffuso per mettere su famiglia

Tutti sappiamo che è diventato difficile fare famiglia ai tempi della crisi. Le giovani coppie vedono allontanarsi il traguardo del matrimonio soprattutto per problemi lavorativi. Senza un’occupazione stabile, sentiamo ripetere, è più complicato pensare a scelte definitive. Si vive giorno per giorno, dunque, in una precarietà che non consente purtroppo di progettare il futuro. Il passo più difficile da compiere è certamente quello dell’abitazione. Acquistarla è diventata un’impresa per i costi sempre più alti, ma anche ottenere un mutuo è uno scherzo non da poco.
Per aiutare le giovani coppie in difficoltà un’idea è venuta a don Gino Rigoldi, fondatore dell’associazione milanese “Comunità Nuova”. Il progetto si chiama abit@giovani ed è stato raccolto e sostenuto da Regione Lombardia, Aler Milano, Fondazione Cariplo, Fondo immobiliare di Lombardia e Fondazione Housing Sociale.
Lo slogan è “1.000 alloggi, per 1.000 giovani, a Milano”. Ad oggi sono stati già firmati 100 contratti e consegnati altrettanti alloggi, altri 50 lo saranno entro la fine dell’anno. Il progetto propone appartamenti tramite la formula dell’affitto/acquisto che rende possibile l’acquisto della casa passo dopo passo. Il progetto è dedicato ai giovani under 35 e alle coppie composte da due adulti la cui somma di età non superi, alla data di protocollazione della manifestazione di interesse, i 70 anni.
Abit@giovani è un progetto di housing sociale diffuso che propone oltre alla casa la possibilità di far parte di una comunità di residenti attiva e partecipe. L’idea proposta è quella di considerare l’abitazione come un punto di partenza per poter sviluppare iniziative condivise, costruire relazioni e collaborazioni tra abitanti, sviluppare rapporti di buon vicinato con gli altri residenti dello stabile e con altri soggetti di riferimento nel quartiere.
In gergo si chiama housing sociale: ex case Aler di un’ottantina di metri quadri vengono assegnate attraverso un bando a cui si accede con un clic, dimostrando un reddito minimo, ma anche un massimo per garantire di poter mantenere la casa nel tempo. Con la formula dell’affitto con patto di futura vendita, giovani coppie con meno di 500 euro al mese stanno costruendo il futuro acquisto con una cifra con cui a Milano di solito si paga un posto auto.
La parola d’ordine del progetto è partecipazione. Non si tratta di andare a vivere con sconosciuti, ma di condividere un futuro fatto di spazi comuni, spese, responsabilità. Ad esempio, per comprare gli arredi, le giovani coppie under 35 hanno formato un gruppo d’acquisto per ottenere prezzi più vantaggiosi. L’incontro e lo scambio di idee a volte avviene tramite i social network, condividendo esperienze e professionalità per decidere insieme come abitare le case. Ci si ritrova anche per condividere insieme aperitivi e pranzi per costruire una comunità.
La casa diventa un percorso collettivo quindi e non più soltanto uno spazio privato della propria famiglia. Abit@giovani è un progetto che offre nuove opportunità e soprattutto punta a riqualificare i quartieri di una metropoli come Milano senza aggiungere altro cemento. Riqualificare i condomini per poi valorizzare i cortili e gli spazi verdi che sono le vere occasioni di socializzazione.
L’idea di don Rigoldi è nata due anni fa in occasione della visita di Benedetto XVI per la Festa Internazionale delle Famiglie. Da quell’appuntamento emerse la volontà di fare qualcosa di concreto per le giovani coppie. Speriamo che questa idea diventi patrimonio comune anche di altre realtà del Paese.

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