Orientamento al lavoro per ritornare agli antichi mestieri

Indirizzare i giovani agli antichi mestieri. E’ questo l’obiettivo che si nasconde dietro l’acronimo G.O.A.L. giovani: orientamento al lavoro, il progetto portato avanti dalla Provincia di Benevento, quale Ente capofila, insieme al Simposio Immigrati – Acli, alla Cooperativa Sociale Amistade, al CLAAI Imprese e all’Associazione culturale ANSI Sannita e con la collaborazione dell’Ufficio Scolastico Provinciale e il Centro Territoriale Permanente di Apice.

I risultati sono stati illustrati giovedì 20 marzo 2014 in un evento al Museo del Sannio a cui hanno portato il saluto Antonio Campese, vicepresidente della Camera di Commercio di Benevento; Filiberto Parente, presidente provinciale delle Acli di Benevento; ed Emilia Tartaglia Polcini, esperto orientatore del progetto. Gli interventi degli studenti e delle aziende partecipanti sono stati conclusi dall’intervento di Angelo Francesco Marcucci, dirigente dell’Ufficio Scolastico Provinciale di Benevento.

L’iniziativa ha coinvolto 160 ragazzi di cui 100 studenti dell’ultimo biennio degli Istituti Superiori tecnici e professionali del territorio sannita e 60 usciti dal circuito scolastico e con difficoltà ad inserirsi nel mondo del lavoro. Grazie all’affiancamento di alcune aziende, i giovani sono stati formati al fare imprese e sono oggi in grado di avviare nuove iniziative imprenditoriali, rivalutando antichi mestieri artigianali. Un risultato importante ottenuto attraverso la formazione specifica, il trasferimento di conoscenze intergenerazionali e, soprattutto, la sperimentazione sul campo.

Le scuole partecipanti sono state quattro: l’Istituto Professionale “Palmieri” di Benevento, l’Istituto Tecnico Commerciale “Rampone” di Benevento, l’Istituto Superiore “Carafa Giustiniani” di San Salvatore Telesino e l’Istituto Tecnico Industriale “Lucarelli” di Benevento. Altrettanti i corsi attivati: moda/sartoria, grafica, fotovoltaico e termoidraulica. Numerose anche le aziende che hanno aderito al progetto: Effeggi di Apice, Neefer di San Lorenzo Maggiore, Linda’s di Pietrelcina, Aesse Stampa di Benevento, Confezioni Sannite di Ponte, Cega System di Guardia Sanframondi, Sannio Servizi di Apollosa ed Energia e Sviluppo di San Lorenzo Maggiore.

Una mobilitazione imponente per un percorso che ha visto una formazione prima propedeutica e poi specifica con un work esperienze finale in azienda. Tante le materie affrontate dagli studenti a partire da sicurezza e salute, cultura digitale e auto imprenditorialità.

G.O.A.L. ha permesso di ampliare nei ragazzi la conoscenza sul mondo del lavoro, migliorare la consapevolezza del ruolo che il lavoro ha nella vita e, parallelamente, del significato che essi tendono ad attribuire al lavoro; migliorare la capacità di lavorare in gruppo, producendo elaborati appropriati; migliorare la capacità di raccogliere dati ed informazioni e rafforzare il rapporto tra scuola e impresa intesa come risorsa didattica. Quanto agli obiettivi specifici, il percorso effettuato ha consentito agli studenti di migliorare la conoscenza del mondo del lavoro, con riferimento particolare alla propria realtà territoriale; allargare la conoscenza delle caratteristiche di figure professionali che sono collocate nelle imprese artigianali; acquisire consapevolezza dei significati e delle aspettative attribuiti al lavoro e confrontarsi con altri.

G.O.A.L., quindi, non è stato inteso come una delle modalità per facilitare l’ingresso degli studenti nel mondo del lavoro tout court ma come una efficace forma di arricchimento dell’offerta formativa, finalizzata alla creazione di nuova occupazione. Soddisfatte le scuole che si sono potute integrare con il tessuto economico, le aziende che hanno avuto un canale di comunicazione e formazione diretto e mirato con potenziali figure professionali e gli studenti che hanno avuto la possibilità di acquisire competenze immediatamente spendibili nel mondo del lavoro.

“Un Paese che investe sui giovani è un Paese civile e lungimirante perché crea le premesse per un futuro di prosperità e miglioramento – ha sottolineato Emilia Tartaglia Polcini -. Oggi occorre agire nella concretezza perché l’economia si alimenta soltanto permettendo ai nostri giovani di poter mettere a frutto gli studi compiuti e credere ancora nella serietà e nella preparazione. Se l’imprenditorialità è in crisi soprattutto nelle zone interne del Sud è perché si è persa la voglia di lottare e mantenere viva la tipicità, l’artigianato. I nostri ragazzi hanno tanta voglia di fare, hanno enorme desiderio di affermarsi e ce lo hanno dimostrato quando dai banchi di scuola, nell’ambito del progetto G.O.A.L., si sono spostati in azienda. E’ lì che il nostro progetto ha dimostrato di essere un’ottima intuizione. Freschezza e creatività, tipica delle giovani menti dei nostri ragazzi, hanno dato prova di aver solo bisogno di esprimersi, di essere guidati, di essere incoraggiati. E’ quello che hanno fatto i nostri formatori che, dall’alto della loro esperienza di responsabili aziendali, hanno appassionato i corsisti durante i moduli formativi e soprattutto nelle ore di stage laboratoriali. Le scuole del nostro territorio hanno ancora una volta dimostrato di avere una marcia in più. A noi piacciono i fatti e non le parole e il progetto G.O.A.L. ne è stato un valido esempio”.

La Cittadella

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