I progetti dell’Asea per la Diga di Campolattaro

L’agenzia Asea, su affidamento della Provincia di Benevento, gestisce la diga di Campolattaro sul fiume Tammaro. L’importante infrastruttura è attualmente in fase di collaudo, il riempimento avviene per gradi obbedendo la procedura a precisi protocolli tecnici. Di questo e delle politiche energetiche portate avanti dalla società partecipata dalla Rocca dei Rettori abbiamo parlato con il presidente del Consiglio d’Amministrazione, Alfredo Cataudo, in carica dal marzo 2013.

Quando sarà ultimato e attivo l’invaso di Campolattaro?

La diga, dal punto di vista strutturale, è ultimata da molti anni: i lavori cominciarono nel 1980 e furono ufficialmente conclusi nel 1995 dalla Cassa per il Mezzogiorno che fu sciolta per legge. Ad oggi l’impianto è ancora in fase di collaudo. L’affidamento della gestione tecnica all’ASEA ha finalmente prodotto una svolta ed oggi possiamo dire che la lunga fase di collaudo di questo impianto, supervisionata dall’Ufficio Dighe, dovrebbe concludersi nel corso del 2015. Uso il condizionale perché la procedura in atto consta di un complesso programma di invasi sperimentali a quote diverse cui si susseguono svasi rapidi al fine di misurare/verificare le opere infrastrutturali. In poche parole: l’invaso si riempie gradualmente, fino a quote prestabilite, via via sempre più alte, quindi la si svuota e si ricomincia. Trattandosi di decine di milioni di metri cubi di acqua da raccogliere, siamo comunque soggetti al dato meteorologico, cioè al grado di piovosità annuale. Una volta conclusa questa fase molto complessa, la diga finalmente sarà attiva ed utilizzabile.

Una volta completato il collaudo quindi quali saranno i progetti legati all’invaso, i servizi a cura dell’Asea?

Negli ultimi trent’anni sono state prospettate varie ipotesi di utilizzo delle acque del Tammaro. Il più importante, e comunque quello che è in fase avanzata di attuazione, riguarda l’utilizzo idroelettrico. L’ASEA intende abbreviare, nei limiti del possibile, l’iter di avvio lavori. In aggiunta, parallelamente al completamento della fase di collaudo, stiamo valutando anche altre opzioni. L’attuazione degli schemi di utilizzazione delle acque prevede di realizzare le opere di depurazione e potabilizzazione nonché di collegamento alle reti idriche ed irrigue. Vorrei poi segnalare come già per quest’anno stiamo approntando un piano di svaso estivo che consentirà un benefico afflusso di acqua lungo il fiume Calore, di cui il Tammaro è un importante affluente, perché purtroppo nella stagione calda lo stesso è a serio rischio di secca. Intendiamo inoltre valorizzare l’area dal punto di vista del turismo ambientale considerata anche la presenza di un’importante oasi naturalistica ricadente nella Rete Natura 2000. Ci stiamo confrontando con diversi soggetti e realtà per la redazione di un piano di gestione, cercando di calibrare ed ottimizzare al meglio gli interessi economici con quelli ambientali. Vogliamo al più presto fare dell’area dell’invaso un polo di sviluppo sostenibile per il territorio sannita.

Come agenzia vi occupate anche della redazione di progetti europei. In che cosa consistono?

Si tratta di progetti redatti nell’ambito dei programmi comunitari direttamente gestiti dalla Commissione Europea. Per essere ammessi al cofinanziamento le proposte progettuali devono superare un severo giudizio tecnico unitamente ad un’analisi qualitativa del partenariato proponente. Alla loro redazione ed implementazione partecipano diversi attori provenienti dai Paesi dell’Unione Europea. Negli scorsi mesi l’ASEA ha ottenuto l’approvazione di due proposte ascritte al programma Intelligent Energy for Europe: «STEP 2 SPORT» sull’efficienza energetica delle strutture sportive e «BRICKS» sulla riqualificazione del patrimonio edilizio. Siamo parte integrante di un vasto network europeo nei settori della sostenibilità ambientale e delle energie rinnovabili. Ci confrontiamo costantemente con vari stakeholders tenendo il passo con i più avanzati protagonisti attivi sul campo.

Quali sono invece le finalità dei controlli sugli impianti termici?

Credo che non sfugga a nessuno l’utilità e l’importanza di questo compito. La funzione pubblica di accertamento, ispezione e controllo degli impianti termici è esclusivamente svolta nel superiore interesse pubblico della salubrità dell’aria e della sicurezza ambientale. Essa è pertanto necessaria per assicurare l’osservanza delle norme relative al contenimento dei consumi di energia, al regolare esercizio e conduzione degli impianti nonché alla loro corretta installazione. L’ASEA ha sin dall’inizio attivamente collaborato con le istituzioni locali, con le associazioni di categoria e dei consumatori per migliorare costantemente la gestione del servizio. Prova ne siano la sottoscrizione della «Carta dei Servizi» e della procedura di «Conciliazione» per la soluzione stragiudiziale di eventuali controversie, tra l’atro menzionata nel rapporto 2012 dell’organizzazione nazionale CONSUMER’S FORUM sulle conciliazioni paritetiche.

Quali le novità in ambito energetico e ambientale curate dall’Agenzia?

Vogliamo essere protagonisti attivi del cambiamento culturale e tecnologico legato alla green economy. Considero cruciale il fatto che per l’immediato futuro l’efficienza energetica debba rappresentare un preciso e costante obiettivo dell’azione politica locale, nazionale e globale. È questo l’ambito che dovremmo incrementare nei prossimi mesi. Ben vengano tutte le iniziative di sensibilizzazione e di promozione delle best practices, occorre tuttavia andare oltre le azioni simboliche e promozionali intervenendo sia nel concreto tessuto produttivo locale che nella tangibile mutazione degli stili di vita.

In conclusione, in due parole come descriverebbe l’ASEA?

L’ASEA è una struttura giovane, dinamica con una governance snella e lungimirante. Siamo fautori di un meridionalismo operoso che, partendo dalla valorizzazione delle tante risorse disponibili, avvii una rinascita dei nostri territori. Intendiamo lo sviluppo non come l’ennesima redazione di piani e studi, ma azione concreta che incida nella carne viva dei processi socio-economici. Nonostante la congiuntura della più grave crisi dal secondo dopoguerra, restiamo convinti delle grandi potenzialità di queste aree e della necessità di investire energie e risorse nella green economy. Guardare al futuro con oculata lungimiranza e con spirito imprenditoriale è la vision entro cui osiamo quotidianamente inscrivere le nostre azioni.
La Cittadella

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