Famiglie in ginocchio per la crisi: Sannio più povero

Nella tempesta della crisi economica anche tanti beneventani si ritrovano impoveriti e disoccupati. Mangiano alle mense dei poveri, fanno la spesa di cibo al market solidale e ritirano il pacco alimentare nelle parrocchie, chiedono nei centri di ascolto aiuti materiali e percorsi formativi e di reinserimento al lavoro per superare le difficoltà e rimettersi in gioco. Questo è il quadro allarmante che emerge dal Dossier 2012 dal titolo “Crisi formato famiglia” che oggi la Caritas presenta.

Sono ben 727 le persone che nel corso del 2012 si sono rivolte per la prima volta al Centro d’Ascolto della Caritas diocesana. Un numero certamente superiore a quello rilevato l’anno precedente (649), reso ancora più significativo dal fatto che accanto a ciascuna di queste persone, il più delle volte, ci sono le loro famiglie e che molti utenti già incontrati durante il 2011, hanno continuato e continuano ad affluire regolarmente agli uffici della Caritas.

L’87% degli utenti è italiano, proveniente da Benevento nel 70,3% dei casi. Dal confronto con i dati degli ultimi due anni relativi alla distribuzione per genere, si rileva un aumento delle presenze maschili nel corso dell’ultimo anno (51% contro il 42% del 2011). I volontari sono alle prese nella maggioranza dei casi con persone coniugate, spesso con più di un figlio a carico, molti di essi colpiti da poco tempo dal fenomeno dell’impoverimento, vittime della disoccupazione dilagante e di lunga durata e dei tagli al settore socio-assistenziale. Il malessere della famiglia spiega anche l’aumento del numero di celibi/nubili pervenuti al Centro Caritas (dall’11% del 2011 al 15% dell’ultimo anno). C’è crisi in tanti settori e chi si ritrova senza lavoro è spesso anche solo: paga le spese di una cultura individualista che non ha favorito la costruzione di reti solidali. E’ aumentato del 2%, infine, il numero delle persone che riferiscono di convivere ed il Rapporto sottolinea che “la convivenza sta diventando una condizione sempre più diffusa anche tra i più poveri, i quali la riconoscono come valida alternativa al matrimonio o come diretta conseguenza del fallimento del matrimonio”.

La crisi ha forti ripercussioni sul futuro delle giovani generazioni. Per la Caritas, infatti, “i giovani del nostro territorio, ma non solo loro, spesso si ritrovano privi di un impiego stabile o perché non sono mai riusciti ad entrare nel mercato del lavoro o perché sono stati licenziati da quelle tante aziende del territorio che hanno chiuso i battenti, o perché sono costretti ad accontentarsi di lavori saltuari che non garantiscono certezze per il futuro”. Nel Dossier si osserva, inoltre, che un più basso livello di istruzione, coerentemente con le richieste di maggiore specializzazione provenienti dal mondo del lavoro, conduce con maggiore probabilità alla disoccupazione o, nel migliore dei casi, all’ingresso nel mercato del lavoro nero, per necessità e senza garanzie.

Dall’Osservatorio Caritas, il numero di disoccupati si concentra essenzialmente nella fascia di età che va dai 35 ai 64 anni. Il 16% dei disoccupati, invece, appartiene alla fascia dei giovani. “Per lo più siamo di fronte ad una crisi economica e lavorativa che investe in misura maggiore un’ampia porzione di adulti, uomini e donne indifferentemente, con livelli di istruzione piuttosto bassi, coniugati e con figli conviventi”. I bisogni emergenti sono quelli di tipo lavorativo (37,9%), seguiti dai problemi economici (36,4%), entrambi percepiti come più rilevanti, ma a cui si affiancano anche altre questioni che riguardano la dipendenza da droga o alcool, il gioco d’azzardo, i problemi psichiatrici, quelli di salute o familiari.

A fronte di ciò, la Caritas elenca nel Dossier tutti gli interventi messi in campo sul territorio. Il servizio fornito dall’Agea, con la consegna dei pacchi alimentari, ha avuto un numero di assistiti pari a 22.480, con una media giornaliera di 264 persone mentre la Mensa Caritas ha ospitato in media 51,1 persone durante tutto il 2012, con punte di quasi 80 indigenti al giorno durante alcuni mesi dell’anno, senza contare il crescente numero di persone che ritira il pasto per consumarlo a casa propria. Il Market solidale di via Cassella, invece, ha continuato ad offrire un valido sostegno a ben 404 persone della provincia di Benevento che hanno potuto usufruire dell’intero paniere dei beni alimentari considerati necessari.

 

Il Mattino Benevento – 11 dicembre 2013

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