Messa in tv ma la diretta sfora i tempi

“Nella preparazione alla nascita di Cristo, chiediamo a Maria, all’Immacolata, a Lei, modello di Donna, di Madre, di Vergine, Profezia dell’umanità nuova, che ci sostenga nei propositi di santità e di lotta al peccato e ci conduca da Gesù suo figlio e nostro fratello, maestro e salvatore.Lei che attese Gesù, ci insegni amorevolmente ad attendere, ad accogliere ed amare il Signore, suo Figlio”. Con queste parole l’arcivescovo Andrea Mugione ha iniziato l’omelia pronunciata ieri mattina in occasione della Santa Messa tramessa in diretta su Raiuno dalla Cattedrale di Benevento.

Come da palinsesto, è partito alle 10.55 il collegamento con il capoluogo sannita che è stato protagonista di un servizio di otto minuti nel corso del quale sono andate in onda le principali bellezze cittadine come la chiesa di Santa Sofia, la Rocca dei Rettori, il Corso Garibaldi, l’Arco di Traiano, il Teatro Romano. A seguire la linea è passata al Duomo gremito di fedeli per l’occasione. In prima fila il sindaco Fausto Pepe, accompagnato dalla consorte Silvia Ullo, il commissario straordinario della Provincia Aniello Cimitile, il viceprefetto vicario Rita Circelli ed il comandante della Polizia Provinciale Gabriella Mongillo. Schierati nella loro tradizionale uniforme anche i cavalieri e le dame dell’Ordine del Santo Sepolcro.

Per esigenze televisive il rito ha avuto la durata di un’ora per poi passare la linea a Piazza San Pietro per la recita dell’Angelus di papa Francesco. Insieme a Mugione, c’erano quattro concelebranti: il vicario generale mons. Pompilio Cristino, il provinciale dei frati minori padre Sabino Iannuzzi, il rettore della Cattedrale mons. Pasquale Fusco ed il canonico mons. Giuseppe Martino. Il rito è stato preparato e guidato dal maestro di cerimonie don Marco Capaldo mentre i canti liturgici sono stati curati dalla corale “Santa Cecilia” con mons. Lupo Ciaglia alla direzione. Imponente lo schieramento di forze messo in campo dalla rete ammiraglia Rai per la trasmissione da Benevento: 6 telecamere fisse e 4 presidi mobili posti all’esterno del Duomo in piazza Orsini. La regia e i testi sono stati di don Antonio Ammirati mentre Luigi Restino il coordinatore tecnico.

L’omelia di Mugione è stata interamente incentrata sulla Solennità dell’Immacolata Concezione con una riflessione teologica sul rapporto tra Maria e l’Avvento in quanto è la Madonna a portare a compimento lo stesso Avvento dando al mondo Gesù. Ripercorrendo le letture della liturgia, ed in particolare il racconto del peccato originale, l’arcivescovo ha sottolineato che il Libro della Genesi “ci trasmette la storia del peccato dei nostri progenitori e ci fa comprendere il significato del privilegio di Maria, donna concepita senza peccato, senza macchia, sine macula, Immacolata. Il progetto di Dio è stato un sì alla creazione, alla vita, al mondo, a tutti gli esseri, alla terra come al cielo ma, soprattutto, per l’uomo, reso partecipe della vita divina: a Sua immagine e somiglianza”.

“Dio ha pensato e voluto Maria, piena di grazia d’amore, di perfezione e di santità – ha proseguito il pastore sannita -. L’ha preservata da ogni macchia di peccato anche originale perché diventasse Madre degna del Suo figlio. Per questo Le ha donato un cuore immacolato. Maria è ricolmata di grazia dall’inizio della sua esistenza: tutta di Dio, sempre di Dio, solo di Dio. Fu preservata dal peccato in vista dei meriti del Sangue di Cristo, l’Immacolata concezione è la radice della sua grandezza. La divina maternità è il glorioso compimento. La prima dignità della Madre è la pienezza della grazia”.

Nel concludere Mugione si è rivolto ai fedeli ai quali ha detto che “l’Immacolata ci darà un cuore puro che non conosce il male se non per combatterlo e fuggirlo; un cuore grande capace di contenere l’umanità, la dimensione del mondo e della Chiesa per amare e servire tutti; un cuore forte nell’abbracciare la volontà di Dio quando incombono le prove, le afflizioni, le persecuzioni; un cuore generoso pronto a sostenere ogni difficoltà, ogni stanchezza per continuare a fare il bene fino all’eroismo; un cuore umile per essere servi del Signore e dei fratelli come Lei, l’umile ancella del Signore”.

 

Il Mattino Benevento – 9 dicembre 2013

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