Infrastrutture, il Sannio allunga il passo

“Il Sannio allunga il passo”. Recitava così un indovinato slogan di qualche anno fa. Un auspicio, una promessa o un miraggio? L’isolamento della provincia di Benevento dalle grandi direttrici dello sviluppo è storia e perciò istituzioni, imprese e cittadini-utenti invocano a gran voce più infrastrutture dopo i troppi ritardi accumulati nel passato. Qualche timido passo in avanti è stato fatto come vedremo tra un po’. Ma domandiamoci innanzitutto se le direttrici di sviluppo nazionali ed europee possono essere importanti per un territorio come il Sannio. La risposta è ovviamente sì perché attraggono investimenti, stimolano l’economia, sono vere e proprie leve di sviluppo cumulativo. Si può dire senza tema di smentite che la piena realizzazione di nuove e più moderne opere infrastrutturali cambia, fa cambiare lo sviluppo del Sannio. Non solo centralità territoriale e geografica, dunque, ma centralità economica e di sviluppo.

Ma quali sono le infrastrutture che servirebbero al Sannio? La più strategica è sicuramente la tratta ferroviaria Alta Capacità Napoli/Bari, indicata dall’Europa come necessaria per connettere i corridoi 1, 8 e le vie del mare, verso i Paesi dell’area mediterranea. Per quest’opera nelle scorse settimane è arrivata una notizia positiva. Il Cipe (Coordinamento interministeriale per la programmazione economica) ha finalmente approvato il progetto preliminare delle due tratte “Napoli – Cancello” e “Cancello – Frasso Telesino” dell’itinerario ferroviario dal costo complessivo di 1.543 milioni di euro. Il via libera rende possibile l’attuazione del Contratto Istituzionale di Sviluppo (Cis) sottoscritto il 2 agosto scorso tra le Ferrovie dello Stato Italiane e Rete Ferroviaria Italiana, il Ministro per la coesione territoriale, il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, le Regioni Campania, Puglia e Basilicata. Un passo ulteriore, quindi, lungo l’iter di realizzazione di un’opera d’interesse nazionale, in quanto collegamento determinante per l’integrazione del Sud-Est con il Nord del Paese e con l’Europa

Per quanto riguarda il trasporto su gomma, c’è anzitutto il raddoppio della strada statale 372 “Benevento – Telese – Caianello” che è stata inserita tra le priorità infrastrutturali indicate dal Governo per il prossimo triennio. Il percorso sarà di 61 km e mezzo, con 4 carreggiate, 17 svincoli, 5 km di viadotti e una galleria nei pressi di Torrecuso. Numeri imponenti per un’opera che è prevista in project financing. Il costo totale è stimato in 585,62 milioni di euro. Per la sua realizzazione ci sono 110 miliardi della legge “Obiettivo” 443/2001 e 90 dei vecchi fondi Fas, riprogrammati dalla Regione Campania nel Piano per il Sud. 38 mesi è il tempo stimato per la conclusione dei lavori che potrebbero partire a breve. Dopo l’approvazione del Cipe, infatti, si passerà alla gara per trovare il concessionario da parte del promotore per la progettazione esecutiva.

Un’altra opera da completare è sicuramente la strada statale 212 della Val Fortore. Nel 2012 è stata inaugurata la variante tra il bivio di Pietrelcina e lo svincolo per San Marco dei Cavoti. Un intervento di 17 km con un importo lavori di oltre 142 milioni di euro. Resta molto da fare per un’opera nata ben 40 anni fa e con un futuro ancora incerto. Nella Finanziaria 2003 furono stanziati oltre 6.500.000 euro. Mancano altri 22 milioni che consentirebbero di sbloccare il cantiere di un’infrastruttura che resta strategica per i collegamenti intraprovinciali ed interregionali.

Un sogno nel cassetto è certamente la strada di collegamento veloce Benevento/Caserta che fu prevista nella legge “Obiettivo” ma su cui tracciato, allora ipotizzato, non si registrò il consenso di alcuni Enti locali territoriali. Il percorso, stando alle indicazioni fornite dall’Anas, dovrebbe essere composto da due corsie da 3,75 metri di larghezza e da una corsia di emergenza larga 3 metri. Anche in questo caso si tratta di una grande opera, la cui esecuzione comporterà un investimento valutabile in 1,6 miliardi di euro. Sull’infrastruttura si è registrata la convergenza delle Province interessate che hanno anche avviato la consultazione dei Comuni. Spetterà alla Regione Campania, poi, fornire l’autorizzazione e spedire le carte a Roma per l’approvazione del Cipe. Solo questo passaggio consentirà di pubblicare il bando di gara per l’aggiudicazione dei lavori.

Per tutte le opere sin qui elencate è ancora lunga la strada da percorrere. I processi sono avviati ma è arduo individuare una data entro cui i cittadini potranno usufruirne a regime. Il Sannio deve colmare un gap infrastrutturale storico e geografico che è proprio di un’area interna del Mezzogiorno d’Italia. Su questo siamo tutti d’accordo. Bisognerebbe però vigilare di più per evitare che il meccanismo burocratico si inceppi ad ogni cambio di Governo con il rischio di dover costantemente riprendere sempre da zero i discorsi e le programmazioni. Questo aiuterebbe anche ad attrarre investimenti privati che sono possibili in quanto Benevento è considerata centrale nell’area economicamente attiva racchiusa dalle Autostrade che congiungono i capoluoghi Napoli, Roma, Pescara-Termoli, Bari. Anche per questo si è parlato di una piattaforma logistica nel capoluogo sannita che potrebbe interessare grandi gruppi internazionali interessati ad utilizzare il territorio di Benevento per i propri scambi merce. Sicuramente avremo il Data Center di Poste Italiane ma presto potrebbero aggiungersi nuovi e più corposi investimenti. Notizie positive per risollevare l’economia locale e dare nuove occasioni di occupazione per i giovani in un tempo di recessione.

 

Impresa & Business – n. 1 gen-feb 2013

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